Beni confiscati: a bando un immobile e un terreno di Varallo Pombia

Il bando

Sono a Varallo Pombia i beni novaresi inclusi nel primo bando di assegnazione diretta a soggetti del Terzo Settore da parte dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, una nuova possibilità introdotta dalla riforma del Codice antimafia del 2017 (che ha introdotto l’articolo 48, comma 3, lett. c-bis nel decreto legislativo 159/2011). Si tratta di un immobile in via Gramsci 11 e un terreno in via Castello confiscati in via definitiva alla criminalità organizzata, per i quali il bando in scadenza il 31 ottobre prevede la possibilità per i soggetti interessati di presentare un progetto avente finalità sociali.

Il bando in sintesi.

Le aree di intervento sono molto ampie, abbracciando progetti riguardanti l’assistenza sociale, la salute e la prevenzione, l’occupazione e la ricerca, la cultura e la sicurezza e la legalità e l’assegnazione è gratuita e della durata di 10 anni, termine rinnovabile una sola volta, eccezione fatta per l’ipotesi in cui il destinatario si faccia carico della manutenzione straordinaria, spostando il limite a 30 anni non prorogabili.

Clicca qui per consultare il bando e gli allegati.

Il nostro impegno

Libera ha assunto fin dalla sua fondazione un impegno verso la restituzione alla collettività e la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, motivo per cui vogliamo e dobbiamo fare anche noi la nostra parte.

Cosa stiamo facendo
Abbiamo contattato l’Agenzia nazionale per i beni confiscati per ottenere maggiori informazioni sui beni e soprattutto per organizzare un sopralluogo presso gli stessi sia per noi sia per i soggetti interessati al riutilizzo, che nel frattempo stiamo cercando, anche attraverso questo breve articolo.

Se il bando è di interesse per la tua organizzazione e possiamo essere utili puoi contattarci scrivendo una mail a [email protected] o chiamando il referente provinciale Ryan Coretta al 3343415760.

Cosa faremo
L’obiettivo principale è certamente quello del riutilizzo dei beni in una prospettiva di sostenibilità e di stabilità nel tempo, ma non secondario è l’aspetto culturale. Per questo promuoviamo la riconoscibilità dei beni in quanto appartenuti alla criminalità e successivamente riutilizzati, campanello d’allarme della presenza tangibile di manifestazioni mafiose dirette o indirette nel nostro territorio e al contempo simbolo di speranza della reazione da parte della società civile. Libera Novara è pronta a collaborare per entrambi gli obiettivi.

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