Rossi e Gariglio chiedono a Chiamparino la costituzione di parte civile nel processo Caccia

bruno caccia

Dopo la costituzione del Ministero di Giustizia, i consiglieri regionali Domenico Rossi e Davide Gariglio chiedono che anche la Giunta regionale si costituisca parte civile nel processo, in partenza il 6 luglio, nei confronti di Rocco Schirripa, presunto esecutore materiale dell’omicidio di Bruno Caccia, Procuratore capo di Torino assassinato il 26 giugno 1983 su mandato del boss della ‘ndrangheta Domenico Belfiore.

Schirripa era stato arrestato a dicembre dello scorso anno grazie a un innovativo metodo d’indagine che ha previsto l’utilizzo di lettere anonime per attirare in trappola il sospettato e di un virus capace di intercettare il cellulare di Schirripa.

Nel comunicato Rossi e Gariglio sottolinaeano il forte valore simbolico di questo processo per Torino e per tutto il Piemonte: «la ‘ndrangheta già trent’anni fa aveva la forza di decidere e portare a termine l’omicidio di un giudice che ostacolava, con il proprio lavoro e con rigore, il tentativo di colonizzazione già in atto in quegli anni». Un tentativo andato a buon fine, come dimostrano i grandi processi di questi anni contro la ‘ndrangheta in Piemonte.

I consiglieri sottolineano la volontà di dare un chiaro segnale di «inospitalità» alle mafie, proseguendo un percorso cominciato all’inizio di quest’anno con la previsione legislativa della costituzione della Regione  nei processi di mafia. Questa è obbligatoria nei processi in cui l’imputazione è di 416-bis e di 416-ter, mentre è facoltativa «negli altri procedimenti penali per reati legati alla presenza della criminalità organizzata e mafiosa sul territorio piemontese», come in questo caso.

È importante che questa facoltà venga ora esercitata.

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