Un nuovo codice degli appalti in arrivo nel 2016

appalti pubblici opere

170 favorevoli, 30 contrari e 40 astenuti. Con questi numeri il Senato ha approvato la legge delega sulla riforma del Codice degli appalti (D.Lgs. 163 del 2006) che impegna il Governo ad adottare entro il 18 aprile un decreto legislativo che recepisca le ultime direttive europee in materia di concessioni e appalti nei campi dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, ma soprattutto a emanare entro il 31 luglio il nuovo codice degli appalti, ferma restando la volontà dell’Esecutivo di arrivare a un testo unico entro la prima scadenza.

Con questa legge il Parlamento stabilisce i principi che dovranno guidare il Governo. Tra questi le parole d’ordine sono razionalizzazione, semplificazione, trasparenza, pubblicità e digitalizzazione. Spiccano i poteri di vigilanza e sanzionatori assegnati all’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC), la riduzione delle stazioni appaltanti, la marginalizzazione del criterio del massimo ribasso (molto spesso sinonimo di lavoro nero o di materiali scadenti e quindi di lavori fatti male), la previsione del débat public con le comunità locali in caso di grandi progetti infrastrutturali (quello che è mancato in Val di Susa) e un timido riferimento alla regolamentazione delle lobby, per le quali il Viceministro alle Infrastrutture Nencini ha annunciato la costituzione di un registro pubblico. Sono previsti inoltre l’obbligo, assistito da sanzioni e premialità, per le imprese appaltatrici di denunciare episodi di corruzione o estorsione e limiti alla variazione dei progetti in corso d’opera, il classico fenomeno “all’italiana” che spesso nasconde corruzione e malaffare.

Difficile valutare la riforma al momento: si tratta di principi in gran parte condivisibili, ma che vanno tradotti in un testo normativo organico. Adesso tocca al Governo realizzare un nuovo codice degli appalti “leggero”, che sostituisca il mastodontico testo attuale.

Di seguito proviamo a elencare i punti più interessanti, per quanto ci compete, del testo, il cui nucleo è concentrato in un unico articolo diviso in lettere:

  • c,d,e) Drastica riduzione e semplificazione della normativa, da coordinare con le leggi in tema di trasparenza e anticorruzione, con procedure non derogabili dai tempi brevi e certi;
  •  i) Digitalizzazione delle procedure e maggiore diffusione di informazioni, anche allo scopo di favorire l’accesso di piccole e medie imprese;
  • l) Divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie, salve le emergenze di protezione civile, rispetto alle quali sono previsti meccanismi di pubblicità e controllo successivi;
  • m) Controllo della Corte dei Conti sulla legittimità e sulla regolarità di contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza;
  • q) Armonizzazione delle norme in materia di trasparenza, pubblicità, durata e tracciabilità delle procedure di gara in nome della trasparenza contro la corruzione e i conflitti d’interesse; previsione espressa dei casi in cui è possibile ricorrere alla procedura negoziata senza bando; unificazione di tutte le banche dati in materia sotto l’autorità dell’ANAC, dotata di poteri di vigilanza e di controllo sull’applicazione delle norme; trasparenza degli atti e rispetto della regolarità contributiva, fiscale e patrimoniale dell’impresa appaltatrice, che deve utilizzare conti ad hoc per i flussi finanziari dell’appalto; previsione di un sistema amministrativo, sotto la direzione dell’ANAC, di penalità e premialità per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di appalti pubblici, comprese le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici; previsione di uno specifico regime sanzionatorio nei casi di omessa o tardiva denuncia;
  • t) Attribuzione all’ANAC di poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante;
  • dd) Obbligo per le stazioni appaltanti di pubblicare sul proprio sito internet il resoconto finanziario al termine dell’esecuzione del contratto; diminuzione delle stazioni appaltanti attraverso l’unione dei comuni o altri soggetti previsti dalla legge;
  • ee) Contenimento delle variazioni progettuali in corso d’opera, le quali devono essere adeguatamente motivate e giustificate unicamente da condizioni impreviste e imprevedibili; l’amministrazione committente può procedere alla risoluzione del contratto quando le variazioni superino determinate soglie rispetto all’importo originario; la mancata comunicazione delle variazioni per gli appalti di valore superiore ai 5,2 milioni (quelli di “interesse comunitario”) all’ANAC comporta una sanzione;
  • ff) Utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in base a criteri oggettivi parametrati sulla base degli aspetti qualitativi, ambientali o sociali connessi all’oggetto dell’appalto; previsione espressa dei criteri in base ai quali si può ricorrere al massimo ribasso;
  • hh) Creazione, presso l’ANAC, di un albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e contratti di concessione, utili all’individuazione delle precedenti attività professionali dei componenti e dell’eventuale sussistenza di ipotesi di conflitti d’interesse; previsione di ipotesi di incompatibilità e cancellazione dall’albo;
  • ll) Rafforzamento del controllo della stazione appaltante sull’esecuzione dell’appalto, attraverso verifiche effettive e non meramente documentali, in particolare del responsabile del procedimento (il funzionario che segue in prima persona l’iter dei lavori), sanzionato in caso di controlli assenti o lacunosi;
  • uu) Introduzione di un sistema di premialità, gestito dall’ANAC, sulla base di parametri oggettivi come il rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei contratti, da raccordare con la normativa sul rating di legalità (una sorta di white list)
  • eee) Garanzie di pubblicità e trasparenza anche nel caso di affidamenti in house, cioè alle partecipate, per cui è prevista la redazione di un registro a cura dell’ANAC;
  • ppp) Trasparenza nella partecipazione dei portatori qualificati di interessi (le lobby) nell’ambito dei processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e contratti di concessione nonché nella fase di esecuzione del contratto;
  • qqq) Introduzione di forme di dibattito pubblico delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali di rilevanza sociale e pubblicazione online dei progetti e della consultazione pubblica, da tenere in considerazione in sede di valutazione del progetto;
  • rrr) Obbligo per le imprese di indicare nel progetto le parti del contratto che intendono subappaltare e l’assenza di motivi di esclusione delle imprese subappaltatrici; obbligo di sostituzione in caso di motivi di esclusione (la norma è importante perché spesso i subappalti sono il modo in cui le mafie s’infiltrano nei lavori pubblici, garantite dal minore controllo).

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