Beni confiscati, la Camera approva il Codice antimafia

Sintesi riforma

Infografica presa dal sito dell’onorevole Mattiello, relatore alla Camera

La Camera ha approvato ieri il testo di riforma del Codice antimafia, con 281 favorevoli, 66 contrari e 2 astenuti. La legge riunisce diverse proposte, tra cui quella d’iniziativa popolare presentata nel 2013 dal comitato “Io riattivo il lavoro”, composto da Cgil, Anm, Libera, Arci, Acli, LegaCoop, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre e SOS Impresa.

Relatore alla Camera è stato l’onorevole Davide Mattiello, membro della Commissione parlamentare antimafia, che ha ricordato il lungo iter di partecipazione e condivisione della riforma, lo spirito che l’anima e la storia della normativa, cominciata nel 1982 con la legge Rognoni-La Torre e proseguita con la legge 109 del ’96 sul riutilizzo sociale.

Dopo una discussione durata tre giorni, Mattiello è entrato nel merito di alcuni emendamenti respinti, aggiungendo elementi importanti alla discussione. In particolare si è riferito alle aziende confiscate, talvolta semplici lavatrici di denaro sporco da liquidare, altre volte realtà lavorative da sostenere:

Per una panoramica completa della legge, segnaliamo la sintesi proposta da Avviso Pubblico, una delle organizzazioni promotrici della riforma. Ora la palla passa al Senato, dove la nuova normativa potrebbe essere definitivamente approvata.

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