Arrestato Mantovani: ombre su sanità ed edilizia scolastica lombarde

mantovaniQuanto accaduto ieri è di una gravità sconcertante. L’arresto di Mario Mantovani, vicepresidente di una delle Regioni più importanti d’Italia, per di più con le accuse di concussione, corruzione aggravata e turbativa d’asta, è un avvenimento da non sottovalutare.
Sono più di uno i motivi di preoccupazione. Non solo è stata arrestata la seconda carica istituzionale della Regione Lombardia con l’accusa di aver inquinato procedure pubbliche per interessi personali. Non solo con Mantovani sono stati arrestati Giacomo Di Capua, dipendente regionale, e Angelo Bianchi, ingegnere del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria, ed è indagato anche l’assessore all’Economia Massimo Garavaglia, arresti e indagini che lasciano intuire una certa diffusione del sistema corruttivo negli appalti lombardi. Non solo, infine, questa non è la prima bomba giudiziaria esplosa al Pirellone: solo tre anni fa veniva arrestato l’assessore alla Casa Domenico Zambetti, a processo con l’accusa di aver comprato voti alla ‘ndrangheta (inchiesta che toccò anche la nostra provincia, con l’arresto dell’aronese Alessandro Gugliotta, condannato in secondo grado a 9 anni e 10 mesi). Ciò che desta maggiore allarme è il fatto che a essere pilotati sarebbero stati appalti concernenti la sanità, che rappresenta la spesa di gran lunga più rilevante nelle Regioni, e l’edilizia , due settori riguardano da vicino la vita quotidiana dei cittadini e in cui la correttezza delle procedure e la trasparenza, possono anche fare la differenza tra la vita e la morte. Riparte il Futuro

Certo, l’impianto accusatorio deve passare al vaglio del processo, ma episodi come questo rendono evidente la concreta importanza della trasparenza nei processi decisionali delle istituzioni, come spiega bene la campagna di Riparte il Futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele.

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