Il Castello di Miasino è liberato! Ora c’è da correre

Castello-Miasino-orizzontale

Una buona notizia certamente. Si tratta di un provvedimento di assoluta importanza perché pone fine alla permanenza abusiva dei familiari del boss Galasso e della società a loro legata, la Castello di Miasino srl.
A due settimane dal nostro laboratorio partecipativo, “Un castello di idee”, volto a rendere protagoniste le numerose realtà territoriali del processo di progettazione e riutilizzo sociale dell’immobile, si rende quindi palese la necessità di lavorare nel più efficiente dei modi per garantire che l’iter di riutilizzo sociale del Castello si compia nel più breve tempo possibile.
In una nota nazionale Libera interviene sullo sgombero del bene confiscato noto come Castello di Miasino, confiscato in via definitiva alla famiglia del boss di camorra Pasquale Galasso:

 «Al di là della messa in sicurezza dell’immobile e della vigilanza che le Istituzioni garantiranno, occorre che tutti i soggetti coinvolti si attivino per risolvere i nodi ancora da sciogliere. In particolare – prosegue nella nota Libera è fondamentale che in tempi brevi la Regione Piemonte ufficializzi all’Agenzia nazionale la manifestazione d’interesse ad acquisire il bene nel suo patrimonio indisponibile, procedendo successivamente all’assegnazione tramite bando pubblico.

Le particolari condizioni del bene, le sue caratteristiche architettoniche e la presenza all’interno di un’impresa attiva fino ad oggi, rendono impensabile immaginare che l’immobile possa restare inutilizzato per un lungo lasso di tempo.  È necessario – conclude Libera- che il Castello di Miasino diventi da oggi priorità regionale e nazionale per tutti quei soggetti – sia istituzionali sia del partenariato economico e sociale – che credono come il miglior modo per testimoniare un impegno diretto ed efficace contro le organizzazioni criminali sia quello di trasformare presidi di malaffare e violenza in occasioni di riscatto civile, sociale e di sviluppo economico».

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