Il Comune di Novara adotta la Carta di Pisa di Avviso Pubblico

Reali-Video

Da oggi, 23 luglio, il consiglio comunale di Novara è tra gli enti aderenti alla “Carta di Pisa”, codice etico elaborato nel 2012 da Avviso Pubblico, che chiede agli amministratori locali di rispettare i fondamentali principi di buona amministrazione: diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità. Valori la cui scontatezza è smentita dalla cronaca di ogni giorno.

Come ha spiegato il consigliere di SeL Alfredo Reali (nel video), delegato comunale per Avviso Pubblico, corruzione e malaffare non sono questioni lontane, ma rappresentano un «mondo pericoloso all’interno della nostra Regione e della nostra città». Per questo motivo e per «restituire credibilità alla politica e colmare il distacco tra cittadini e istituzioni», Reali ha auspicato l’adozione all’unanimità della Carta.

Di diverso parere però i consiglieri di minoranza. Secondo Moscatelli (Pdl) per un consigliere comunale l’approvazione del codice etico costituisce un «fallimento morale», poiché i principi che promuove dovrebbero già essere insiti nel patrimonio valoriale di ogni amministratore (ma se gli onesti non devono approvare regole che già rispettano, chi dovrebbe farlo, i disonesti?), mentre più importante sarebbero «l’educazione della cittadinanza» e la prevenzione. A rinforzare il concetto Arnoldi (Ncd), secondo cui «se l’approviamo vuol dire che ne sentiamo il bisogno» e Franzinelli (Lega): «Se vogliamo dare un segnale, amministriamo bene e onestamente».

Dà loro parzialmente ragione Spano (Pd) che dichiara il voto favorevole «in contraddizione con me stesso», ma con l’obiettivo di dare «un esempio alla società civile». Insomma, un vero e proprio exemplum: «È ovvio che non abbiamo un problema, – ha detto Pronzello (Gruppo misto) – ma lo facciamo per il futuro».

La discussione si è poi spostata più nel merito. Per Arnoldi la Carta contiene regole che vanno a colpire comportamenti non illegali ma «di costume», come l’affidamento di incarichi ad «amici o soci di studio», presenti anche a Novara come in tutta Italia, rendendo non così semplice il concreto rispetto del documento. E se per Franzinelli il documento è una mera, e quindi inutile, ripetizione della legge, Lia (Pd) ricorda che non è così frequente (e non è previsto dalla legge) che amministratori rinviati a giudizio o sottoposti a misure preventive per corruzione, mafia, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti e simili, si dimettano dal proprio incarico, come richiede la Carta di Pisa.

Alcune polemiche, infine, sono state generate dalla modificabilità della Carta, facoltà effettivamente utilizzata dal Comune, ma solo, come ci ha assicurato Reali, per eliminare alcune incompatibilità eccessive per un ex amministratore, a cui il codice vieta, nei 5 anni successivi alla cessazione del mandato, lo svolgimento di «attività lavorativa o professionale presso soggetti privati destinatari delle sue decisioni e attività».

Al termine di più di un’ora di discussione si è giunti al voto: quindici favorevoli (maggioranza) e sette astenuti (opposizione). Adozione approvata dunque e, al di là di qualche dubbio sulla comprensione del significato e della funzione della Carta di Pisa, adesso fondamentale sarà vigilare, con uno strumento in più, sull’effettivo rispetto dei principi che devono regolare ogni giorno l’attività di ogni amministratore.

Ryan Jessie Coretta

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