Secondo la Cassazione per Rocco Coluccio, biologo novarese, si deve rifare il processo

milano-palazzo-di-giustiziaL’ha decretato la Corte di Cassazione, che ieri notte ha emesso la sentenza di terzo grado sul filone lombardo del maxi processo alla ‘ndrangheta scaturito dall’operazione del luglio 2010, “Crimine Infinito“. Confermate, dalla VI Sezione Penale,  la quasi totalità delle condanne ai 92 imputati del processo “Infinito” che scelsero il rito abbreviato.
Solo per Rocco Coluccio, imprenditore e biologo novarese, dovrà essere rifatto il processo. Per gli altri imputati solo piccoli ritocchi di pena e di qualche imputazione. Gli arresti risalgono al 13 luglio 2010 quando in carcere finirono 174 indagati.

Per quanto riguarda Rocco Coluccio, che stando alla sentenza di appello (ora rigettata) avrebbe dovuto scontare una condanna a 6 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, il ricorso in Cassazione era stato presentato dai suoi legali, gli avvocati Antonella Lobino e Mauro Ronco, per «erronea applicazione della legge penale e manifesta illogicità della motivazione».

La Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando elementi sufficienti per non confermare l’impianto accusatorio che raffigurava Coluccio come responsabile di un’ipotetica (e mai verificata) locale di Novara, «fidatissimo» del boss Pino Neri, e vero «tramite nei rapporti fra Neri e gli aspiranti successori al potere in Lombardia». Oltre che, sempre secondo l’accusa e come maggiormente noto, uno degli organizzatori del summit mafioso di Paderno Dugnano (30 maggio 2009), che vide la partecipazione del gotha ‘ndranghetista lombardo del tempo e che si svolse all’interno di un circolo dedicato ai due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Summit che, secondo le riscostruzioni dei pm, per la verità venne pensato e ideato in varie riunioni organizzative, tutte alla presenza di soggetti «sicuramente affiliati all’organizzazione», e che di lui dicevano in diverse intercettazioni essere «uno in gamba, sia a livello di ‘ndrangheta che a livello di massoneria».

Processo da rifare dunque secondo la Cassazione, che accoglie il ricorso della difesa. Sarà disposto così  un nuovo processo che si terrà a Milano davanti a una diversa sezione della Corte d’Appello.

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