Ancora una volta, Cascina Caccia fa memoria

Venerdì mattina. Ore 9. Due classi medie dell’Istituto Castelli partono alla volta di Cascina Caccia, accompagnate da due animatori di Libera Novara. Il caldo sole primaverile stimola i ragazzi, entusiasti per la gita di fine anno.
Cascina CacciaArrivati a San Sebastiano da Po’, località che ospita il bene confiscato alla ‘ndrangheta dal lontano 1996, i ragazzi si sono incamminati verso la stradina che porta alla Cascina, dove sono stati accolti dagli “inquilini” della struttura, i ragazzi di ACMOS, che vi lavorano dal 2007. Insieme ad altre 4 classi medie provenienti da altre province piemontesi, i presenti hanno assistito allo spettacolo del gruppo teatrale Bonaventura. Contenuto della performance la vita e l’impegno di alcune grandi personalità dell’antimafia italiana: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Bruno Caccia. A quest’ultimo si deve l’esperienza della giornata.

Magistrato, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, negli anni 1941-1983, inizia combattendo i brigatisti e finisce combattendo i mafiosi. La famiglia ‘ndranghetista dei Belfiore ricicla denaro sporco nell’hinterland torinese, spingendosi sempre più a nord con la complicità dei Catanesi, altro gruppo criminale  siciliano. Le indagini del magistrato sono sempre più incisive e incalzanti: Domenico Belfiore, il boss, dall’alto della sua Cascina, progetta il suo omicidio.

La sera del 26 giugno 1983 due sicari freddano Bruno Caccia, mentre passeggia con il suo cane vicino casa e senza la scorta, lasciata volutamente a riposo dal magistrato. Dieci anni dopo arriva l’ergastolo per il boss calabrese. Tredici anni dopo la Cascina viene sequestrata e confiscata.
Dopo un dibattito con attori e inquilini, i ragazzi vengono accompagnati per una breve e intensa visita nella Cascina, in cui si produce il miele di Libera Terra.

Ma il tempo stringe, i ragazzi devono ripartire. Durante il viaggio di ritorno, le classi, con l’aiuto dei due animatori, hanno elaborato le tante informazioni ricevute e le emozioni provate. Non si è mai troppo giovani per capire su quali valori puntare.

Francesco Di Donna

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