Sentenza clan Valle-Lampada: partita rinviata al 7 luglio

leggeEra il 21 luglio 2012 quando veniva emessa la sentenza contro la cosca ‘ndranghetista dei Valle a Vigevano: 13 condanne e un’assoluzione. Le due condanne maggiori, 24 anni di reclusione al boss del clan, Francesco Valle ed al figlio, Fortunato Valle, arrestati entrambi nel Luglio del 2010 in un maxi-blitz, accusati di associazione mafiosa. Erano stati il centro della ‘ndrangheta in campo economico, imprenditoriale e politico in Lombardia.

Una condanna a 15 anni e 6 mesi per la figlia del boss, Angela Valle, sette per sua nipote Maria Valle mentre Alessandro Spagnuolo gestore di una stazione di servizio di Vigevano fu assolto dalle accuse. Nel primo blitz fu scoperto anche un vero e proprio bunker munito di un avanzato sistema di videosorveglianza e cani da guardia in un ristorante di Cisliano appartenente ai Valle dove il boss riceveva i commercianti sotto usura. Le indagini presero una svolta quando il clan Valle fu collegato ad un altro noto clan attivo nel campo delle slot machine, quello dei Lampada. Gli inquirenti, oltre a scoprire il bunker dei Valle, hanno messo le mani anche sul bottino del clan per un totale di alcuni milioni di euro derivanti tra le varie attività anche dall’amministrazione dei videopoker.

Le pene furono confermate in appello ma successivamente fu accolto il ricorso da un’altra sezione della Cassazione, differente da quella quinta sezione della Corte d’Appello, che il 25 maggio 2013 bocciò la richiesta di ricusazione.

Lunedì 17 febbraio 2014  la Cassazione ha aggiornato al prossimo 7 luglio l’udienza a carico della cosca. La Suprema Corte ha accolto l’istanza della difesa di rinvio del processo, annullando “senza rinvio” l’ordinanza della Corte d’Appello. Gli avvocati difensori hanno sostenuto in aula che il giudice, Luigi Martino, avendo giudicato in passato Francesco e Fortunato Valle in un processo di associazione a delinquere: porterebbe la sentenza del giudice a diventare “carta straccia“. La sentenza di secondo grado rischia quindi di essere annullata e i componenti del clan a riacquistare la “libertà“.

La partita è tutt’altro che conclusa, tutto rinviato al 7 luglio.

Simone Carugno

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