A fine anno la casa del boss sarà rifugio per senzatetto

casaLa casa del boss diventa un rifugio per i senzatetto. Apertura prevista entro la fine dell’anno. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alla mafia, ha approvato il progetto dell’associazione «Libera» di don Ciotti per trasformare la villa in località Cascinette (300 metri quadrati per almeno 300 mila euro di valore) in una struttura dedicata al «social housing».

Il boss
La villa era di proprietà del boss della ’ndrangheta Bruno Iaria, considerato il capo della «locale» di Cuorgnè. Nipote di Giovanni (un tempo assessore in Comune ed esponente di spicco dell’area socialista) è stato condannato in secondo grado, nell’ambito dell’operazione Minotauro, a 13 anni di reclusione.

Il progetto
Saranno i senza tetto e le famiglie sfrattate a beneficiare della villa del boss. Un tema «caldo» a Cuorgnè, dove sono decine i residenti, in affitto nelle case dell’Atc, che rischiano di rimanere senza una casa. Famiglie spesso di anziani che, a causa della crisi, non riescono più nemmeno a pagare l’affitto agevolato delle case popolari. «L’idea è di rendere quell’abitazione utile alla città – conferma il sindaco Beppe Pezzetto – per questo è stato elaborato un progetto che prevede la collaborazione delle associazioni locali». La Regione, per adeguare la villa, ha già stanziato all’associazione Libera un primo contributo di 15 mila euro. Oltre al presidio «Luigi Ioculano», il Comune ha coinvolto anche l’associazione «Mastropietro» che ha già attivato alcuni mesi fa, in collaborazione con il consorzio dei servizi socio assistenziali, un progetto di aiuto per far fronte all’emergenza casa, destinando due appartamenti ad altrettante famiglie in difficoltà. «Il progetto di riutilizzo sociale della villa – confermano dall’associazione – dovrà diventare operativo entro un anno».

Le minacce
La villa del boss Bruno Iaria è stata sequestrata l’anno scorso dalla Dia. L’agenzia del Demanio che gestisce immobili e terreni sequestrati alla malavita ha disposto il passaggio della villa, a titolo gratuito, all’amministrazione comunale. Nei sei mesi intercorsi tra la richiesta della città di Cuorgnè e il via libera dell’agenzia, il sindaco Pezzetto è stato oggetto di ripetute minacce. Dal fucile (giocattolo) incastrato nel portone d’ingresso del municipio, fino ai proiettili spediti per posta.

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