Trattativa, Napolitano ai giudici “Niente di utile da riferire”

Non ho da riferire alcuna conoscenza utile al processo, come sarei ben lieto di potere fare se davvero ne avessi da riferire”. E’ un passaggio della lettera inviata dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla Corte d’Assise di Palermo che celebra il processo sulla trattativa Stato-mafia.

Copia di 104823089-50c453f9-e305-482e-95cd-b3ff1fab33d1Napolitano, su richiesta della Procura, era stato citato come teste per riferire di una lettera ricevuta dal suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio. La lettera del capo dello Stato è stata depositata dal presidente della Corte questa mattina.
La lettera di Napolitano
“Dei problemi relativi alle modalità dell’eventuale mia testimonianza la Corte da lei presieduta è peraltro certamente consapevole, come ha – nell’ordinanza del 17 ottobre – dimostrato di esserlo dei ‘limiti contenutistici da osservare ai sensi della sentenza della Corte costituzionale del 4 dicembre 2012”.

Lo scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano nella lettera al giudice Alfredo Montalto, che presiede il processo per la trattativa Stato-mafia. Napolitano dovrebbe  essere ascoltato sulle confidenze fattegli dal suo ex consigliere giuridico, Loris D’Ambrosio, morto nel luglio 2012 dopo le pesantissime polemiche relative alle sue telefonate con l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, oggi imputato di falsa testimonianza nel giudizio palermitano. Il capo dello Stato sottolinea però di non aver “in alcun modo ricevuto dal dottor D’Ambrosio qualsiasi ragguaglio o specificazione circa le ‘ipotesi’ – solo ipotesi – da lui ‘enucleate’“.

 

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