Anna Politkovskaja, azzerato il processo.

anja1Il processo per l’omicidio di Anna Politkovskaja è stato azzerato. Tre giudici popolari hanno dato forfait, ufficialmente per motivi di lavoro e portando la giuria sotto quota 12, il numero legale per permettere lo svolgimento dei lavori.

Donna. Russa. Indipendente. Anna Politkovskaja aveva scritto molto. La reporter raccontò la Cecenia, gli orrori di un territorio in guerra che definì “uno sgabuzzino dove non si poteva entrare”. Le sue parole sono ancora oggi la chiave per aprire una porta chiusa sulla verità.

“Accusata di giornalismo”. Al suo funerale parteciparono centinaia di persone, ma nessuna carica istituzionale. Come spiegò l’allora premier russo Vladimir Putin, “lei non aveva alcuna influenza sulla politica russa, era conosciuta solo nell’ambiente dei giornalisti, nelle organizzazioni per i diritti umani e in Occidente”. Lei, definita da molti giornalisti e politici come “Anna la pazza”, “la Schizofrenica”, e soprattutto il suo lavoro, non erano poi così importanti. indexEppure, quando ogni sei giorni veniva pubblicato un suo articolo sulla Novaja Gazeta, Anna veniva chiamata in Procura, dove veniva sottoposta ad un  interrogatorio: “Perchè ha scritto cose false? E chi le ha passato queste informazioni?”. La giornalista russa era stanca di dover essere trattata come una criminale solo per il suo lavoro. E dopo le testimonianze sconvolgenti di torture e abusi in Cecenia, dopo le critiche alle oligarchie militari, alle dirigenze russe e al governo centrale, l’omicidio nel 2006 nell’ascensore di casa

Ma chi sono gli imputati?  Tre uomini ceceni,  fratelli, e un ex dirigente della polizia di Mosca. Nel primo processo due dei fratelli, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov erano stati assolti per insufficienza di prove insieme a Sergei Khadikurbanov, l’ex ufficiale della polizia. Il terzo fratello, Rustam, all’epoca era latitante e lo zio, Lom-Ali Gaitukayev, era stato sentito come testimone. Nel 2010 la Corte Suprema aveva annullato la sentenza per gravi vizi procedurali e, dopo che la famiglia della Politkovskaja era riuscita a far accogliere il ricorso, il processo bis era stato sospeso per inviare gli atti alla Procura e unificarli a quelli dell’inchiesta sul mandante dell’omicidio e sul presunto killer, Rustam Makhmudov, nel frattempo catturato in Cecenia. In un processo stralcio l’ex ufficiale di polizia Dmitry Pavlyuchenkov, che per altro aveva collaborato all’inchiesta, è stato condannato a 11 anni di carcere duro per aver pedinato la Politovskaja, preso parte all’organizzazione dell’omicidio e aver fornito l’arma all’esecutore materiale.

Il processo aperto lo scorso 24 luglio in un primo momento era stato boicottato dai figli di Anna Politkovskaja, Ilia e Vera, i quali accusavano la corte di aver scelto i giudici senza consultarli. Ora il procedimento deve ripartire nominando una nuova giuria  il prossimo 14 gennaio.
“Mi scrivete che sarei una nemica, e per questo mi minacciate perfino sulle pagine di un giornale. Rispondo che sono una nemica. Nemica di un esercito di criminali raccattati fra le galere e la malavita di Mosca. Nemica di chi stupra, saccheggia e ruba. Se voi siete davvero fieri di quello che fate, se siete convinti di essere nel giusto, allora benissimo, toglieter il passamontagna, basta con l’anonimato. Guardatemi negli occhi e ditemi che ho torto.” Anna Politkovskaja

Cesare Strazzacappa

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