Novara non è un’isola felice

passoni 2Durante il coordinamento provinciale di Libera Novara dello scorso 8 ottobre è intervenuta Silvia Passoni, comandante della squadra mobile di Novara, per raccontare e approfondire le recenti vicende che hanno coinvolto il nostro territorio.

Argomento principale l’operazione che a luglio ha portato all’arresto, tra gli altri, dei fratelli Lorenzo e Giuseppe Di Giovanni con l’accusa di turbativa d’asta e intestazione fittizia di beni. «Giuseppe con il fratello Lorenzo si sono interessati per favorire i Portolesi nel recupero dei mezzi a loro confiscati durante l’operazione Minotauro» racconta Passoni. «I Portolesi – esponenti della ‘ndrangheta di Volpiano – hanno chiesto auto ai Di Giovanni che hanno coinvolto altri amici operanti nel bresciano». Azioni sufficienti per contestare loro l’aggravante di favoreggiamento di associazione mafiosa. Nel marzo di quest’anno Giuseppe Di Giovanni era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Novara a tre anni di reclusione per il reato di usura, poi ad aprile l’arresto per la sua partecipazione a un complesso meccanismo di frode assicurativa. Sullo sfondo i suoi rapporti con la ‘ndrangheta lombarda emersi durante l’operazione Infinito, nella quale comunque non è stato mai indagato. Per Lorenzo vale la pena ricordare la condanna per omicidio. «Ma non sono i soli; a Novara ci sono molti personaggi degni di interesse».

L’attenzione della squadra mobile è anche per il delicato settore delle cave. «Il momento di svolta è stato l’omicidio Marcoli» spiega la comandante. «Adesso, grazie al tavolo in prefettura la polizia ha iniziato ad interessarsi del problema con la forestale, le risorse però sono poche». In conclusione è arrivato l’invito a mantenere viva l’attenzione su queste tematiche: «La repressione non basta, si lavori sull’informazione e la formazione».

Il link diretto all’articolo sul periodico d’approfondimento “Parole Strabiche”

 

Alessandro Buscaglia

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