Terrorizzavano un impresario

pistola_rapina«Proteggiamo lui e la sua famiglia da mesi, abbiamo vissuto con loro. La banda era pronta a gambizzarlo e avevano anche in programma un sequestro di persona, per il quale si erano rivolti a degli albanesi. Emerge un quadro molto inquietante». Parole di Nicola Donadio, capo della Squadra mobile di Aosta che ha coordinato l’indagine «Golfo» per la quale ieri mattina sono finiti in carcere tre persone e un quarto è stato denunciato. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata in mattinata dal Gip Maurizio D’Abrusco, su richiesta del pm Pasquale Longarini. Le accuse sono di tentata estorsione, intimidazione per ottenere un’assunzione e furto in abitazione. In carcere sono finiti Valter e Roberto Fonsato, di 63 e 34 anni, entrambi residenti nel torinese e Antonio D’Agostino, 34 anni, aostano originario di Napoli.
Le indagini sono partite a luglio, quando la polizia sorprese Giovanni Lo Presti, 29 anni residente ad Aosta ma di origine siciliane, con una pistola carica nel cruscotto. La settimana dopo si scoprì che l’arma era stata ceduta a Lo Presti da D’Agostino. Proprio quella pistola doveva essere usata per la gambizzazione. A finire nel mirino della banda un «noto imprenditore edile» operante in Valle d’Aosta, che ha dovuto fare i conti con una tentata estorsione di più di 100 mila euro. «Poi – ancora la polizia – volevano obbligarlo ad assumere un napoletano», probabilmente per controllarlo. L’imprenditore quando si è sentito braccato ha denunciato tutto.
foto articoloL’operazione «Golfo» è articolata, le piste che i poliziotti hanno dovuto seguire sono due: da un lato l’estorsione ai danni dell’imprenditore, dall’altra i furti. «Un colpo è avvenuto a Gressan – spiega Donadio – con una refurtiva di 10 mila euro, ma altri erano in programma». Secondo le ricostruzioni Antonio D’Agostino era il basista: «Sapeva chi contattare per portare a termine i colpi, i due torinesi hanno numerosi precedenti. Siamo preoccupati – aggiunge Donadio – che ci possano essere legami con organizzazioni criminali». Emerge infatti una fitta e forte rete di contatti che collega la Valle d’Aosta alla Campania. E se di ’ndrangheta in Valle si parla ormai da tempo, ora arriva l’ombra della camorra. Valter Martina, secondo commissario della Mobile ha aggiunto: «Avevano anche in programma un grosso furto in una villa di Saint-Christophe, la casa di un noto personaggio locale, ma siamo intervenuti prima».

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