Nonostante tutto. Per Lea.

foto“Nonostante tutto, non siamo stati capaci di salvarla”.
Si apre così il discorso di Don Luigi Ciotti, alla celebrazione dei funerali di Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa dal suo ex compagno ’ndranghetista, Carlo Cosco, a Milano. Lea, nata in una famiglia della mala calabrese e compagna di quello che diventerà uno dei boss più influenti della stessa (tra Crotone e Milano), stanca di compromessi e minacce, denuncia la sua famiglia alle forze dell’ordine, “nonostante tutto”, nonostante l’inevitabile peso scaturito da quella salda posizione.
Inizia allora una nuova vita per Lea e la figlia Denise, in una località protetta, nel piano previsto per i testimoni di giustizia. Una scelta difficile e radicale, giusta e onesta, per sé, ma soprattutto per la figlia Denise, frutto di quell’amore univoco, che si rivelerà arma a doppio taglio nella notte del 24 novembre 2009, quando Cosco, chiedendole un incontro per “amore della figlia”, le trae una trappola mortale. Lea viene rapita, seviziata, uccisa. Inizialmente si pensa che i suoi resti siano stati sciolti nell’acido. Dopo la confessione del giovane pentito Carmine Venturino, che si è finto per molto tempo innamorato di Denise per controllare “da dentro” la vita della madre, si scopre che è stata uccisa e bruciata in un bidone.
Duplice tradimento, per Lea e Denise, oltre all’immenso dolore. Milano non è stata vicina alla madre, lasciata troppo sola, ma non deve commettere lo stesso errore con la figlia. E ieri mattina, Piazza Beccaria era piena anche per lei, “nonostante tutto”, nonostante il ritardo.
La rete di Libera ha chiamato a raccolta i tanti militanti, da Milano a Torino, da Bologna a Crotone, per riunirsi in un abbraccio a quella bara, che significa tanto per il movimento antimafia, per la legalità, per l’umanità.
La celebrazione è proseguita in via Montello, dove è stato intitolato a Lea il parco adiacente. Parco situato di fronte al palazzo che per tanti anni ha visto lo svolgersi della vita di Lea, della figlia, e dei traffici illegali dell’ex marito.
“Nonostante tutto”, tra i volti presenti, anche quello di Giulio Cavalli, l’attore e testimone di giustizia di Lodi, spesso presente nelle telefonate minacciose intercettate dalle forze dell’ordine della ‘ndrangheta.

Francesco Di Donna

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