In migliaia in piazza a Roma in difesa della Carta. “Costituzione la via maestra”

Copia di Don CiottiFonte: RaiNews24

Non un “partitino”, ma una “coalizione dei vincenti”. E’ questo il senso, secondo Stefano Rodotà, della manifestazione “Costituzione. La via maestra”, che oggi ha portato in piazza decine di migliaia di persone che si oppongono alle procedure straordinarie per la revisione costituzionale adottate dal Governo e dalla maggioranza delle larghe intese.

Il giurista, assieme ai colleghi costituzionalisti Lorenza Carlassare e Gustavo Zagrebelsky, al fondatore di Libera don Luigi Ciotti e al segretario della Fiom Cgil Maurizio Landini, aveva lanciato quest’estate un appello a difesa della Carta e, forte del successo della giornata, ha lanciato dal palco di piazza del Popolo una veemente offensiva contro il Governo Letta e chi aveva cercato di etichettare l’iniziativa appunto come il tentativo di aggregare un nuovo soggetto politico di sinistra.

Rodotà, evitare rischio per la democrazia
“Stare intorno alla Costituzione significa in questo momento evitare un rischio per la democrazia in questo Paese, perché non si può fare un’operazione di questa portata contro la volontà dei cittadini”. Lo ha detto Stefano Rodotà intervenendo dal palco di piazza del Popolo dove si è svolta la manifestazione a difesa della Costituzione. “In mancanza di un consenso sociale – ha detto Rodotà – si vuole imboccare una scorciatoia pericolosa”. La premessa del suo discorso è stata questa: “oggi tantissimi cittadini hanno deciso di riappropriarsi della Costituzione. Io non ero convinto che avremmo riempito la piazza in questo modo”. E ancora: “non si perde l’identità venendo qui, l’identità di ciascuno di noi ne esce più forte. Questa manifestazione non è una manifestazione di protesta, di minoranze disperate”. A suo parere “la Costituzione è un grande progetto, ma in questo periodo è stata sequestrata”. Sulla riforma della Costituzione “il presidente del Consiglio deve dire parole di verita’” e “quando si rivolge ai cittadini deve essere sincero”, ha detto poi Rodotà. Il presidente del Consiglio, ha sottolineato, “non deve dire che ci opponiamo” alla riduzione del numero dei parlamentari o all’eliminazione del bicameralismo perfetto, perche’ su questi punti “siamo convintamente d’accordo, ma non possiamo accettare che abbiano creato un meccanismo molto contorto per far passare ciò che non è condiviso” come il presidenzialismo.

Landini, bisogna cambiare il Paese
“Io non pensavo che un semplice documento fosse in grado di mettere assieme così tante persone. E’ avvenuto un fatto nuovo: ci unisce la lotta per l’applicazione dei diritti fondamentali della Costituzione. Non c’è da cambiare la Costituzione ma il Paese attraverso la Costituzione”. Così il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto in piazza del Popolo. Landini nel suo discorso ha parlato anche di Lampedusa dicendo: “Se penso a Lampedusa oggi siamo a questo paradosso che non può essere accettato: i capitali possono girare nel mondo senza passaporto, mentre le persone sono clandestine. Non solo dobbiamo batterci per eliminare la Bossi-Fini – ha aggiunto –, ci sono tanti immigrati nel nostro paese che lavorano e pagano le tasse, a differenza di alcuni italiani: devono avere tutti i diritti, compreso quello di voto”.

Don Ciotti: è stata tradita,costruiamo percorso
“La Costituzione è stata tradita, se no non saremmo qui”. Lo ha detto Don Luigi Ciotti intervenendo dal palco di piazza del Popolo. “La nostra Costituzione è la legge fondamentale dello Stato, un grimaldello delle coscienze. Noi siamo venuti qui per costruire un percorso, come atto di responsabilità” ha detto Don Ciotti e poi ha aggiunto: “sono venuto qui come cittadino, come italiano e anche come sacerdote perchè il Vangelo sta dalla parte degli umiliati, dei poveri, degli esclusi. La Costituzione è scritta proprio per dire mai più povertà, mai più esclusione, mai più disuguaglianze. Dobbiamo difenderla”.

In piazza per la Costituzione: il discorso di Don Ciotti 

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