Legge Merlin. Tutto legale?

prostituzione2-2Il fenomeno del traffico degli esseri umani è una delle emergenze criminali della società contemporanea. Il meccanismo è noto. Consiste nel reclutare, trasferire o accogliere persone ricorrendo a coercizione, inganno o abuso, a fini di sfruttamento. Si può affermare che costituisca una delle più gravi ed inquietanti forme di reato con una dimensione mondiale, coinvolgendo decine di migliaia di persone, in particolare donne minori. Negli ultimi anni, l’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani hanno assunto livelli talmente imponenti da diventare, considerati gli enormi risvolti economici in gioco, uno dei principali business del crimine organizzato transnazionale, assieme al commercio delle armi e della droga. Dopo la martellante propaganda sulla legge Merlin e l’annuncio di referendum popolari, Parole strabiche ha deciso di approfondire il tema, intervistando Andrea Lebra ed Elia Impaloni, dell’associazione Liberazione e Speranza Onlus Novara. Da oltre 10 anni, Liberazione e Speranza lotta a fianco delle giovani vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Secondo i due responsabili, le polemiche sulla legge Merlin non toccano quello che è il centro del problema, ovvero il traffico e lo sfruttamento di esseri umani. «Il rischio – dice Andrea Lebra – è che i network criminali possano controllare questo stato di apparente legalità».

Qualche settimana fa il quotidiano Die Spiegel ha pubblicato un dossier sulle prostituzione legalizzata e il fenomeno dei sex workers in Gemania. A dieci anni dalla completa legalizzazione, le conclusioni sono allarmanti: aumentato esplosivo della tratta dalla Romania alla Bulgaria, ribasso dei prezzi e tariffe forfettarie, sfruttamento del lavoro 24 ore su 24. «Insomma non c’è stato nessun apprezzabile miglioramento» spiega Elia Impaloni.

E a Novara? Com’è la situazione in questo momento? “La situazione – continua Impaloni – negli u l t i m i mesi, è peggiorata». Se, infatti, in strada il fenomeno è stato almeno in parte debellato, «esistono – aggiunge – nella sola città di Novara almeno 110 casi di prostituzione, dove la maggior parte delle giovani non sono certamente libere di svolgere questa attività». Come Onlus «abbiamo avviato un’ indagine sul fenomeno della prostituzione indoor – spiega il referente

di Liberazione e Speranza – partendo dagli annunci online e dalla carta stampata. Ebbene, è stato verificato che molti numeri che compaiono negli annunci di sesso in internet sono gli stessi che sui giornali locali pubblicati da presunti cartomanti o massaggiatrici. Pertanto è evidente che c’è un’organizzazione che gestisce questo mercato, che prende gli appuntamenti e dirotta i clienti da questa o quella ragazza. Questa non è prostituzione libera. E’ invece un fenomeno preoccupante». L’indagine è ancora in corso, ma pare già evidente che in città esistono ormai più di un centinaio di alloggi “hard”. Abrogando interamente la legge Merlin, spiega Lebra, «l’esercizio della prostituzione assumerebbe le caratteristiche di qualsiasi altra prestazione lavorativa autonoma, con l’aggravante che il relativo sfruttamento non conoscerebbe alcun tipo di limitazione o contrasto». Abrogandola parzialmente verrebbero riaperte le “case chiuse” e succederebbe ciò che è successo in Germania negli ultimi dieci anni. «La prostituzione – conclude Lebra – va prevenuta e combattuta». Il problema è quindi la prevenzione. Bisogna lavorare sul cliente.

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