Compro Oro. Qui ci vuole una nuova legge

compro_oro_12824Mettere in sicurezza i Compro oro. Lo ha chiesto anche il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: «Si registra un’oggettiva difficoltà per la tracciabilità dei passaggi di mano», spiegava in commissione Antimafia a marzo 2012 quando guidava il dicastero dell’Interno: «In un quadro normativo che andrebbe attualizzato». Dalle parole ai fatti la deputata aretina del Pd Donella Mattesini ha presentato una proposta di legge già nel 2010. Arenata nella scorsa legislatura, dopo più di tre anni potrebbe finalmente essere discussa nel prossimo autunno e approvata entro la fine dell’anno. «L’intero settore ha bisogno di legalità e trasparenza», spiega la senatrice Mattesini: «Per tutelare tutti i milioni di cittadini che per motivi diversi vendono il proprio oro e semplificare la vita, con dati certi e disponibili, alle forze dell’ordine che controllano un settore milionario».

Una legge che punta alla regolamentazione e ad una maggiore professionalità di chi sta dall’altra parte del bancone e acquista gli oggetti di valore dettando le condizioni e i prezzi. Sette punti per creare un registro delle attività che permette di seguire ogni passaggio di mano dei preziosi commercializzati, l’obbligo di rilasciare le ricevute (oggi non previsto), l’applicazione all’intero settore delle norme antiriciclaggio e un borsino dell’oro aggiornato quotidianamente per sapere con certezza quanto valgono catenine, bracciali e anelli usati. «La mia proposta di legge», conclude la Mattesini, «prevede anche una serie di misure per impedire infiltrazioni di natura mafiosa, come chiesto anche dalle associazione del settore orafo. Perché chi opera onestamente subisce la concorrenza sleale di chi non lo fa». 

Oggi si calcola che solo un modesto 20 per certo delle imprese sono trasparenti e fondate sulla serietà professionale. Tutte le altre prestano il fianco al mercato sommerso, ricettazione e riciclaggio.

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