La difesa del segretario Battaglia “Non sapevo di incontrare mafiosi”

«Chiedo l’assoluzione perché il fatto non sussiste». Ecco la richiesta inoltrata alla Corte, al processo Minotauro, dall’avvocato Franco Papotti, che ha tenuto l’arringa difensiva per il suo assistito, Antonino Battaglia59 anni. L’ex segretario comunale di Rivarolo, Comune sciolto per mafia, è accusato di «voto di scambio»
I magistrati, che per lui hanno chiesto sette anni di carcere, gli contestano di aver «trattato» con alcuni affiliati alla ‘ndrangheta a livello provinciale.Questo in cambio dell’appoggio elettorale per Fabrizio Bertot, nel 2009 candidato alle elezioni europee. Secondo l’accusa Battaglia avrebbe garantito agli esponenti dell’onorata società 20 euro. 
Il pranzo al Bar Italia 
A suggellare l’intesa sarebbe servito il pranzo consumato al Bar Italia prima del voto, a cui parteciparono, oltre che Bertot e Battaglia, anche «persone sulle quali sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine alla loro affiliazione alla ‘ndrangheta e al loro ruolo apicale in seno alla compagine criminale», scrivevano i magistrati nel 2009. 
Si tratta di Rocco Raghiele, capo locale di Moncalieri; Bruno Iaria, capo locale di Cuorgnè; Nicodemo Ciccia, esponente del locale di Cuorgnè; Francesco Perre, capo locale di Volpiano; Giuseppe Gioffrè, capo società del locale di Natile di Careri a Torino; Giuseppe Idotta, esponente del locale di Moncalieri; Francesco D’Onofrio, esponente del crimine di Torino; e Giuseppe Catalano, capo del locale di Siderno.
La difesa
«Battaglia – ha sostenuto l’avvocato Papotti – ha saputo della richiesta di denaro solo dopo il pranzo con Bertot. L’unico motivo dunque per cui ritornò al Bar Italia con Catalano, era per chiarire l’equivoco. Lui pensava che l’iniziativa fosse a costo zero, e invece, due giorni dopo il pranzo, era arrivata la novità: ovvero la richiesta di 20 mila euro. Non sapeva inoltre chi fossero queste persone»
«E men che meno – ha sottolineato il legale – il segretario poteva immaginare le accuse, mosse dalla Procura, di presunta partecipazione alla ‘ndrangheta nei confronti dei commensali. Allora non esistevano elementi per pensarlo».
Non fu dato denaro
«In definitiva dunque – ha concluso Papotti – non c’è stata nessuna promessa, e meno che mai una dazione di denaro». Arrestato nel 2011, tra carcere e domiciliari Battaglia ha scontato un anno e 8 mesi di reclusione. L’ex segretario di Rivarolo aveva preso la parola mesi fa,durante il dibattimento del Minotauro, rendendo una dichiarazione spontanea, proprio per chiarire alcuni punti. «Non ho mai conosciuto Bruno Iaria», aveva precisato, specificando che «Bertot non mi ha mai incaricato di interessarmi dei calabresi che vivono a Rivarolo, ho cercato di dargli io una mano contattando persone con cui intrattengo rapporti di amicizia».

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