Nasce la Commissione Antimafia in Piemonte

È un cerchio che si chiude: Bruno Caccia-Minotauro-Caselli. In mezzo omicidi, corruzione, usura, racket, tratta. È da quarant’anni che sul territorio piemontese si verificano questi e altri fatti legati alla criminalità organizzata.«Dal 1970 al 1983» dice il Procuratore della Repubblica di Torino Caselli, «ci sono stati 44 omicidi, di cui 24 assassinati di origini calabresi». Poi, nel 1983, la morte di un eroe nazionale come Bruno Caccia, ucciso per ordine di Domenico Belfiore, boss sotto la Mole. A ciò si aggiunge il caso di Bardonecchia, primo comune italiano ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1995.

Come in seguito ad un forte trauma, il territorio ha creato un meccanismo di difesa comune negli uomini ovvero la rimozione. Una fitta nebbia che ha provato a velare la verità. Il processo Minotauro ha saputo squarciarla: 142 arresti, più di 70 milioni di euro confiscati alla ‘ndrangheta, richiesti 733 anni di reclusione per per gli imputati del Processo Minotauro che hanno chiesto di essere giudicati con rito ordinario. Tra i nomi di spicco Antonino Battaglia, ex segretario del comune di Rivarolo Canavese e Nevio Coral, ex sindaco di Leinì.

Successivamente alla requisitoria, in tempi record, la Regione Piemonte ha approvato la nascita di una commissione speciale «d’indagine conoscitiva per la promozione della cultura della legalità e per il contrasto di ogni forma di criminalità organizzata». La commissione opererà su tre filoni. Il primo: «la proposta di interventi normativi ed amministrativi che,nell’ambito della competenza regionale, assicurino lo sviluppo di forme efficaci di contrasto nei confronti dei fenomeni di infiltrazione criminosa nell’attività pubblica». Il secondo: «l’analisi di forme di collaborazioni con le amministrazioni territoriali, magistratura, forze dell’ordine e società civile per attivare sempre più efficaci forme di contrasto alla criminalità organizzata». Il terzo: «la promozione, anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche, di ogni diffusione della cultura della legalità».

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