“Borgo pulito”, assolto a Milano Edoardo Ermacora

 

«Due anni dopo l’operazione Borgo Pulito”, che ha portato alla luce un giro di usura di dimensioni rilevanti, Edoardo Ermacora ha dimostrato la propria estraneità ai fatti contestati. La sentenza, divenuta irrevocabile, ha dato atto della coerenza delle dichiarazioni rilasciate da Ermacora sin dalle prime battute del processo, dichiarazioni che hanno trovato riscontro nelle intercettazioni telefoniche ed in quanto affermato dalle persone offese. I giudici di prime cure hanno altresì sottolineato come le produzioni difensive abbiano smantellato il quadro accusatorio così come proposto, nella fase delle indagini, dalla Gdf. Se dunque il Tribunale (in primo grado, ndr) ha assolto Ermacora da una delle due ipotesi di usura, la Corte d’Appello lo ha definitivamente mandato assolto anche per le ipotesi residuali, precisando di ritenere “conforme a giustizia” assolvere Edoardo Ermacora con la formula “perché il fatto non sussiste”».

A parlare è l’avvocato Daniela Damiano, del Foro di Milano, ed Edoardo Ermacora è il funzionario di banca coinvolto nella eclatante operazione scattata a fine maggio 2011 nel Basso Verbano che rivelò un vasto giro di estorsioni ed usura, con bersaglio soprattutto piccoli imprenditori in difficoltà economiche, di liquidità. Facile immaginare come in breve si innescasse un meccanismo perverso: in alcuni casi per le vittime la capitalizzazione degli interessi, cioè interessi su interessi (tecnicamente: anatocismo) che portavano alla rovina, fino alla cessione completa delle proprie attività ai presunti usurai/estortori; in altri casi ecco le stesse vittime che per reperire denaro diventavano a loro volta usurai/estortori. Un megablitz – l’operazione fu appunto denominata “Borgo pulito”- portò a numerosi arresti e perquisizioni anche fuori provincia.

Il filone principale d’indagine è sfociato nei processi a Novara, mentre i destini processuali di alcuni indagati, per competenza territoriale, approdarono in altri Tribunali. Ermacora a Milano, ove la terza sezione penale della Corte d’Appello lo ha assolto in toto ( “perché il fatto non sussiste”) dalle accuse di concorso in estorsione ed usura, accogliendo la richiesta di assoluzione formulata dalla Procura generale e dai difensori.
La sentenza è definitiva.

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