Casale dichiara guerra: Stop al gioco d’azzardo

«Guerra» al gioco d’azzardo. Anche da parte della diocesi, che con Libera lancia un grido d’allarme. E il Comune di Casale si fa trovare pronto e vuole diventare capofila della provincia con l’adesione al «Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo».

Ieri c’è stata la presentazione del convegno «Il “legale” illegale. L’azzardo non è un gioco!» che si terrà il 20 giugno all’auditorium S. Filippo con l’intervento di Marco Tarquinio, direttore di «Avvenire», da tempo impegnato in inchieste sul dramma del gioco d’azzardo (è la terza «impresa» in Italia). Fra i relatori Michele Gozzellino, di Libera, che nella sua indagine «Azzardopoli: a che gioco stiamo giocando?» ha messo in luce come si spendano ormai 1450 euro pro capite all’anno, neonati compresi, 1830 se si considerano solo i maggiorenni, per tentare la fortuna fra videopoker, slot machine, Gratta e Vinci, sale Bingo. Una realtà in continua crescita che ha investito anche Casale e la provincia dove, come sottolinea Edda Gastaldi, «la ludopatia è in rialzo, con numeri terribili, un problema che riguarda anche la salute delle persone». Un fenomeno dilagante che riguarda fra l’altro pensionati, cassintegrati, anche impiegati e soprattutto giovani. «Quando i genitori regalano un telefonino ai figli adolescenti devono avere la consapevolezza che li mettono in condizione anche di avere una finestra aperta sul gioco» rimarca don Roberto Gorgerino, direttore dell’oratorio del Valentino. «Tanti giovani passano la notte in rete per giocare al videopoker – dice Riccardo Calvo, preside e responsabile della pastorale della Cultura della diocesi -, tutto questo in un Paese che ha deciso di girarsi dall’altra parte senza la volontà di tassare i giochi. E così i poveri diventano sempre più poveri».

Una realtà d’emergenza che ha portato l’associazione milanese Terre di Mezzo a creare un «manifesto dei sindaci» perché sia dato più potere ai primi cittadini per porre paletti al proliferare delle sale giochi. Il Comune di Casale lo scorso anno ha approvato con la totalità del Consiglio un regolamento che prova a salvaguardare luoghi sensibili come chiese, scuole e oratori, adesso il sindaco Giorgio Demezzi vuol aderire al «manifesto» contro il gioco d’azzardo, a cui hanno dato il loro «sì» 183 Comuni, e lo vuole fare prima del 20: sarebbe il primo Comune di tutta la provincia.

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