‘Ndrangheta e cave, romentinese ai domiciliari

Romentino – E’ finito agli arresti domiciliari Francesco Giugni, uno degli otto arrestati nell’ambito dell’operazione della Dda di Milano contro imprese che smaltivano illecitamente rifiuti in due cave, una delle quali proprio a Romentino.

Giugni è l’amministratore della ditta che gestisce la cava, in località Molinetto.

Secondo il pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano che ha coordinato l’inchiesta, Alessandra Dolci, dietro queste operazioni c’era l’ombra della ‘ndrangheta, con aziende vicine alla malavita organizzata che si erano aggiudicati appalti o subappalti per lo smaltimento dei rifiuti di cantiere.

Uno degli arrestati, Orlando Liati, era da tempo sotto il controllo dei carabinieri per i suoi rapporti con Pasquale Barbaro, il boss della ‘ndrangheta morto nel 2007.

La cava di Romentino gestita da Giugni era l’area di riferimento per i rifiuti fintamente ripuliti in due aziende specializzate. Ma tutto restava sulla carta e nella cava di Romentino finivano rifiuti che non potevano andarci

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