In Senato con i nomi dei finanziati da Azzardopoli

Politica e gioco d’azzardo hanno ormai un legame pericoloso e sempre più consolidato.  Forse non è un caso. In Italia, il gioco d’azzardo legale è la terza impresa economica: 89 miliardi di euro di fatturato nel 2011 (l’equivalente di quattro finanziarie normali); 120.000 addetti al lavoro, 5.000 aziende, grandi e piccole, il 4 % del valore del Pil nazionale.

Secondo il CONAGGA in Italia, 1 milione e 720 mila giocatori sono a rischio dipendenza da gioco d’azzardo. 800 mila di questi sono patologici. Il gioco d’azzardo si è diffuso invadendo ogni aspetto della vita sociale, economica e psicologica del paese. Ma i responsabili di questo fenomeno sono ormai chiari. Da una parte il banco, lo Stato, dall’altro i biscazzieri o le concessionarie.

La denuncia arriva il 22 maggio da parte del Movimento 5 Stelle che, dai banchi del Senato, lancia il nome di Enrico Letta, attuale premier e presidente della fondazione think-tank VeDrò, sponsorizzato nel 2010 con un contributo di 20 mila euro da due multinazionali: Lottomatica e Sisal.

Ma Letta è solo il primo di un lungo elenco. Nella lista, secondo il senatore M5S, c’è anche il nuovo ministro della cultura Bray, e soprattutto il sottosegretario Alberto Giorgetti per anni con lo stesso ruolo sotto il governo Berlusconi.

Proprio Giorgetti fu uno dei promotori per la liberalizzazione dei giochi d’azzardo: dalle videolottery al win for life, dal bingo on line ai nuovi gratta e vinci, dalla proposta di sale per il poker dal vivo ad altre ancora. Giorgetti fu colui che seguì  da vicino questo mercato in costante crescita. E di certo sull’importanza di questo settore non ha cambiato idea. A metà marzo 2013, partecipando all’Enada, fiera internazionale sugli apparecchi da gioco tenutasi a Rimini, ha rassicurato le industrie del gioco d’azzardo dichiarando: “trovo sconcertante che questo settore sia stato negli ultimi mesi sostanzialmente abbandonato a sé stesso”, e ancora: “non è immaginabile che un settore sostanzialmente in regime di monopolio debba affrontare una campagna complessiva di denigrazione senza precedenti”, e questo anche a causa di “numeri della ludopatia palesemente sovradimensionati rispetto all’impatto reale”. In pratica Giorgetti ritiene che il gioco d’azzardo vada ulteriormente sviluppato perché porta occupazione e denaro per le casse erariali, infatti: “una demonizzazione oltre che un’eventuale iniziativa maldestra sulle slot machine porterebbe a un calo delle entrate per lo Stato”, mentre lui auspica che il Governo decida di “confermare una visione strategica in questa materia, che ha determinato crescita in questi anni, che ha determinato occupazione e aspetti di interesse anche da parte di altri Stati”.

Ma non dobbiamo temere, tutto questo è fatto per il nostro benessere. Giorgetti, preoccupato per la nostra libertà, afferma che quello del gioco d’azzardo “è un settore di tutela nei confronti dei cittadini e dei consumatori che possono, nella loro libera facoltà e scelta, decidere di avere un intrattenimento attraverso il gioco lecito. Ancora una volta lo Stato si fa garante del “gioco responsabile e sicuro” per diffondere messaggi ambigui e di bassa cultura. Meglio di così, si vince.

Giuseppe Passalacqua

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