Giuseppe Gennari e le fondamenta della sua città

Le “Fondamenta della città” è un esame prima che un libro-inchiesta. E’ l’esame autoptico e autocritico di un giudice. Esame chirurgico di una regione in cancrena: la Lombardia.
Giuseppe Gennari (gip della procura di Milano), ricostruisce con cura anatomica, cause e conseguenze dell’ operazione “Crimine-Infinito”, la più vasta operazione mai condotta nei confronti delle mafie, e in particolare della ‘ndrangheta al nord. Più di 40 summit di mafia scoperti in due anni, 15 locali di ‘ndrangheta sbaragliati, 304 arresti divisi  in parte equa in Lombardia e Calabria, 55 perquisizioni, 60 milioni di euro di beni sequestrati, ingenti quantitativi di droga e armi finiti sotto chiave: sono solo alcune delle cifre che restituiscono efficacemente la complessità di un fenomeno strutturato e cronicizzato nel tempo (almeno fin dagli anni novanta). Fenomeno che non può essere spiegato solo con linguaggio “giuridico-letterario”. E’ lo stesso Gennari a confessarlo: “la verità giuridica è sempre una verità parziale”. Con l’inchiesta “Infinito”, il codice penale ha mostrato fin dai suoi inizi, limiti e impotenze. Come discriminare tra associazione pura e associazione di stampo mafioso? Come dare rilevanza penale a codici, valori, che diventano antropologicamente permeabili e diffusi nel tessuto civile e imprenditoriale? Come affermato da Ilda Bocassini, titolare dell’inchiesta: “parte della cittadinanza milanese si comportava con questa organizzazione al pari di quello che succede a Locri, nel senso che avevano il rispetto totale”.  Insomma, l’omertà, il mutismo istituzionale, il contratto sociale che la ‘ndrangheta è riuscita a costruire in Lombardia si è fatta carne. E’ diventata teoria e prassi allo stesso tempo. E quindi controllo del territorio, consenso e protezione, in termini sociali. Incontro della domanda e dell’offerta, in termini economici. La ndrangheta è diventata “agenzia di servizi” sostitutiva di altre agenzie: culturali, economiche, sociali. Un’ agenzia intraprendente e spericolata. Mediatrice nel calcolo e nella violenza, diplomatica per opportunismo e convenienza (come descritto nel capitolo due). Non è un caso se l’autore abbia voluto rivelare il dietro le quinte dell’operazione “Parco sud”, inchiesta partita nel 2009 nei territori milanesi, poi confluita in quella del 2010. Indagine che ha dimostrato il rapporto perverso tra criminalità organizzata e mondo dell’imprenditoria. Un mondo di vittime e carnefici, di sommersi e salvati. O meglio sommersi. E’ il caso di “Perego strade” e “Kreiamo spa”, imprese attive nel settore degli scavi e del movimento terra. Una rete occulta  dove investimenti, società cartiere, creativi della finanza si replicano all’infinito. Personaggi e protagonisti legati da patti ricattatori, usurai o corruttivi. E soprattutto frequenze, giri, cerchie di amici. Ecco allora, un’altra irrisolta questione: come giudicare rilevante il traffico d’influenze tra privati o il voto di scambio? Si chiede ancora l’autore. In questo palese e patologico stato borderline, si comprende quanto è difficile dare una risposta. Tornare alle fondamenta  della città significa recuperarne lo stato di salute.

Giuseppe Passalacqua

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