Riparte il Futuro, senza compromessi

Si è tenuta martedì 7 maggio a Palazzo Giustiniani la prima assemblea dei “braccialetti bianchi” di Riparte il Futuro, campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione.

Ad aprire i lavori il “padrone di casa” Pietro Grasso, il quale ha sottolineato quali siano i danni provocati da questo fenomeno: «La corruzione ha assunto, nel nostro Paese, un livello di radicamento così profondo da non potere quasi più essere considerata un reato contro la Pubblica Amministrazione in senso stretto; anche se essa è, in termini giuridici, la persona offesa del reato, di fatto quello che viene colpito dal complesso del reato di corruzione è l’intero tessuto economico e sociale del Paese».

La corruzione mina l’economia dal profondo e impedisce la leale concorrenza in appalti e opere pubbliche, rallenta i procedimenti burocratici e minaccia il principio costituzionale di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione. «Ma la corruzione – continua il presidente Grasso – fa anche di peggio: favorisce il malaffare e deprime le coscienze». Spinge molte imprese a rinunciare a priori alle gare d’appalto o porta chi ha sempre lavorato con onestà ad adeguarsi al sistema.

A causa della «vera malattia di questo Paese», ha ricordato il Presidente della Camera Laura Boldrini, ogni anno 60 miliardi di euro passano dalle tasche delle persone oneste a quelle dei corrotti.«Ma quei soldi si potrebbero usare per abbassare le tasse, per costruire scuole, ospedale e anche per creare posti di lavoro».
Presente anche don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, il quale ha esordito con un perentorio richiamo: «Ci dobbiamo riuscire, bisogna avere coraggio e il coraggio non ha bisogno di compromessi», quei compromessi che hanno impedito alla legge Anticorruzione di essere una riforma veramente completa ed efficace.

La campagna Riparte il Futuro ha avuto anche il merito di avvicinare cittadini e istituzioni, ha promosso il confronto tra i firmatari e i parlamentari, costituendo un esempio virtuoso di democrazia. L’adesione è un grande atto di corresponsabilità; non basta criticare, stare a guardare e delegare tutto alla politica, spiega Ciotti: «Bisogna fare insieme».

All’incontro erano presenti 150 dei 350 parlamentari aderenti, tra cui la senatrice del Pd Elena Ferrara, che su Facebook ha commentato: «Faccio mie le parole di don Ciotti: siamo partecipi di un atto di corresponsabilità per il bene comune. La protesta fine a se stessa non basta, occorre fare insieme la politica, intesa come il più alto dei servizi, per cambiare ciò che inquina la nostra democrazia. Onestà, sobrietà e coraggio nello scegliere da che parte stare». Assenti giustificati invece gli altri due “braccialetti” novaresi, Franca Biondelli del Pd e Davide Crippa del M5S, impegnati nelle rispettive commissioni.

Con questa prima assemblea si passa subito al concreto, con la creazione di un intergruppo parlamentare per la modifica dell’articolo 416-ter sul voto di scambio, secondo il Presidente Grasso la forma di corruzione «più indegna di un Paese civile e democratico». La norma, infatti, punisce unicamente il compenso in denaro di chi compra i voti, mentre è pacifico che la compravendita costituisca un’ipotesi marginale; per questo i parlamentari che hanno firmato si sono impegnati ad aggiungere all’articolo la voce “altra utilità“. È bene ricordare, tuttavia, che questo costituisce solo una parte della promessa e che ai “braccialetti bianchi” chiediamo anche un contrasto a tutto tondo alla corruzione. Lo sa bene il deputato del Pd Davide Mattiello: «La lotta alla corruzione è la via necessaria al risanamento del Paese. Certo è importante la riforma dell’articolo 416-ter, come richiesto dalla campagna Riparte il Futuro, ma non meno importante è il riscatto culturale: ancora troppo spesso il furbo è considerato un valoroso, il rispettoso invece un mediocre perdente. Ecco perché è fondamentale l’alleanza su questo fronte delle famiglie, dei lavoratori, della scuola e dei partiti politici».

Lo chiedono più di 220 mila cittadini. Mancano 43 giorni.

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