Nuova operazione antimafia in Piemonte

Sono 21 in tutto le persone finite in manette con l’accusa di associazione a delinquere a stampo mafioso, tra il Piemonte, la Sardegna e la Spagna, in un’operazione congiunta di carabinieri e squadra mobile di Torino contro la ‘ndrangheta nel torinese. Una trentina le persone indagate.
L’operazione denominata “Esilio” ha colpito esponenti del locale di Giaveno (TO) e della cosca dei Cataldo di Locri che avrebbero gestito una rete di traffico di stupefacenti fra l’Italia e la Spagna.

L’indagine, nata dalle dichiarazioni del collaboratore di Giutizia Christian Talluto, ha rivelato la gerarchia del “locale” di Giaveno: una struttura attivata dai “Bellocco-Pisano” del locale di Rosarno, ma guidata dal catanese Giuseppe Mirabella, soprannominato nelle intercettazioni come il “nonno”, con la carica di capo locale, in associazione con altri affiliati siciliani, tra cui Salvatore Magnis con la carica di capo società. Secondo le indagini questa cellula della malavita calabrese sarebbe stata attiva a Giaveno almeno da 2007 salvo poi venire ”sospesa” dalla meta’ del 2008 per alcuni problemi interni.

Il gruppo, organico alle altri locali di ‘ndrangheta mappate durante l’operazione Minotauro, avrebbe operato nel campo delle estorsioni e truffe, del traffico internazionale di stupefacenti sino al giorno della provvisoria sospensione delle attività dovuta all’attentato contro Salvatore Magnis nel maggio 2008.
Il procuratore aggiunto Alberto Perduca ha sottolineato “l’importanza di unire alla cattura anche l’attacco ai patrimoni attraverso i sequestri preventivi ai fini della confisca”. Nell’ambito dell’operazione “Esilio” sono stati effettuati i sequestri preventivi di un esercizio commerciale e un immobile a Sommariva Bosco e uno stabile a Rosarno (RC) per un valore di 1 milone e mezzo di euro oltre a cinquecento chili di hashish. All’interno dell’operazione sono state arrestate altre due persone che erano in contatto con il sodalizio criminale.

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