Progetto di discarica a Barengo: la replica dell’assessore Francesco Rabozzi

Il nostro articolo ha suscitato alcune perplessità nell’assessore Francesco Rabozzi, che ha chiesto di poter chiarire la propria posizione. Ecco la sua lettera:

Gentile Dottor Domenico Rossi,
ho letto il Suo articolo “Ethernit a Barengo ? No, grazie !”, apparso in data 29 aprile su ‘Osservatorio provinciale sulle mafie”, in cui si afferma che io sarei favorevole alla discarica di amianto a Barengo, “giocando tra i due ruoli di assessore e parte concedente”.
E’, questa, un’affermazione che non corrisponde assolutamente al vero.
Le chiederei quindi, cortesemente, di poter chiarire la mia posizione.
Per quanto riguarda il mio ruolo di parte concedente.
In data 18 febbraio 2012 ho firmato un compromesso di compravendita di un mio terreno con la ditta Osmon (annullato in data 13 settembre 2012 e sostituito con un analogo contratto con la ditta Immobiliare CAI srl) per l’installazione , come mi fu allora detto, di pannelli fotovoltaici.
Un contratto, dunque, per la vendita di un mio terreno finalizzata alla realizzazione di pannelli che sfruttano energia solare per produrre energia elettrica. Nulla a che vedere con una discarica di amianto.
Un buon contratto, quindi, tanto che nell’assemblea pubblica del 9 aprile 2013 a Barengo ho affermato che se avessi avuto altri terreni li avrei sicuramente venduti molto volentieri.
Fino a qui il mio ruolo come parte concedente che è simile a quello di molti altri cittadini di Barengo che hanno venduto, come me, i loro terreni, non sospettando assolutamente che su quei terreni si volesse realizzare una discarica di amianto.
Per quanto riguarda il mio ruolo di assessore.
Il 5 dicembre 2012 il Comune di Barengo riceve comunicazione e documentazione dall’Amministrazione Provinciale per la Prima Conferenza di Servizi che si terrà il 12 dicembre 2012 in merito al “progetto di discarica per rifiuti non pericolosi monodedicata a materiale da costruzione contenente amianto localizzata in Comune di Barengo”.
Il 10 dicembre 2012 il Comune di Barengo identifica nel Dottor Geologo Fulvio Epifani il professionista esterno idoneo a formulare ogni tipo di valutazione in merito, in quanto lo stesso ha già svolto per il Comune incarichi di progettazione e direzione lavori relativi alla regimazione delle acque e della tutela ambientale e ha pertanto una conoscenza approfondita del territorio.
Il 12 dicembre 2012 ha luogo la Conferenza di Servizi presso l’Amministrazione Provinciale nella quale viene presentato il progetto e dove il Comune di Barengo esprime parere contrario.
Il 12 gennaio 2013 la prima delibera del Comune di Barengo per il ‘no’ alla discarica.
Il 9 aprile si riunisce ancora il Consiglio Comunale che vota il secondo ‘no’ alla discarica.
La mia posizione, come assessore, è stata dunque – sin dall’inizio della vicenda, a dicembre, – chiara e ferma: no alla discarica di amianto.
Una posizione che mi può, certo, danneggiare come parte concedente, ma che ritengo come assessore irremovibile per il bene della nostra comunità.
Un’ultima precisazione: come detto più volte credo che avrei dovuto, con l’Amministrazione di cui faccio parte, avvisare tempestivamente, a dicembre, la popolazione di Barengo in modo da poter unire le forze fin da subito per contrastare la realizzazione della discarica, come attualmente sta avvenendo proficuamente.
Nessun “gioco” quindi tra i due ruoli: come parte contraente ho firmato legittimamente, come molti altri, un contratto per la vendita di un mio terreno per l’installazione di pannelli fotovoltaici. Come assessore ho espresso fermamente parere contrario alla realizzazione, su quegli stessi terreni, di una discarica di amianto.
Ma ciò che per me è di fondamentale importanza è che mi sento a posto davanti alla mia coscienza e davanti alla popolazione del nostro Comune, alla cui amministrazione ho cercato in questi anni di dedicarmi con attenzione ed impegno.
RingraziandoLa per l’ospitalità che mi permette di chiarire la mia posizione La saluto cordialmente.
Francesco Rabozzi

Pubblichiamo volentieri la replica dell’assessore Francesco Rabozzi, ricordando che quanto affermato nel nostro articolo circa la sua posizione sul progetto di discarica fa riferimento alle dichiarazioni rese durante l’incontro pubblico con la cittadinanza del 9 aprile 2013. In quel contesto, alla richiesta di recedere dalla vendita dei terreni come cittadino, l’assessore rispondeva ribadendo che, come privato cittadino, avrebbe fatto ciò che considerava opportuno E che non accettava di discutere le sue scelte personali. Riportiamo con precisione alcune frasi del suo intervento:”nel mio privato faccio ciò che voglio” e “se ne avessi avuti altri cinque [terreni] li avrei venduti”. Tale incontro pubblico è avvenuto quando il passaggio da fotovoltaico a “discarica di amianto” era già di dominio pubblico. Queste parole, pronunciate anche quando era a conoscenza della variazione di progetto, ci hanno indotto, per deduzione, a pensare che il Rabozzi, in qualità di cittadino, non avesse nulla in contrario al progetto. Se le cose stanno diversamente ne siamo contenti.

Restiamo, però, convinti che, chi ricopre cariche pubbliche debba rendere conto anche e soprattutto delle proprie scelte di cittadino. In particolare se queste rischiano di collidere con le responsabilità legate all’incarico pubblico. Un eventuale conflitto di interesse che non necessariamente implica scorrettezze o atti illeciti.

D.R.

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