Novara: confermata la condanna a 6 anni per Coluccio

Milano. Il 23 aprile scorso i giudici della Corte di Appello di Milano hanno confermato le 110 condanne emesse in primo grado dal GUP Roberto Arnaldo nel novembre del 2011, nell’ambito del processo antimafia “Crimine Infinito”, riducendo lievemente le pene inflitte. Viene confermato pienamente l’impianto accusatorio del pool della DDA di Milano guidato da Ilda Bocassini.
Tra i condannati in secondo grado anche il novarese Rocco Coluccio, biologo e imprenditore, al quale sono stati confermati i 6 anni di pena inflitti con il primo grado.

Nella sentenza del giudice Arnaldo – come abbiamo già avuto modo di riportare su questo blog – Rocco Coluccio viene indicato come il “tramite nei rapporti fra Neri e gli aspiranti successori al potere in Lombardia”. Pino Neri è l’avvocato di Pavia scelto come “traghettatore” de “La Lombardia” a un nuovo assetto necessario dopo l’uccisione di Carmelo Novella, reo di aver lavorato per un distacco del gruppo lombardo dalla casa madre calabrese. A supporto di tale tesi vengono riportate una serie di telefonate di persone affiliate alla ‘ndrangheta che parlano di Rocco Coluccio come una persona con ruoli all’interno dell’organizzazione, la presenza dell’imprenditore novarese a una serie di incontri durante i quali si parlava della riorganizzazione de “La Lombardia” e almeno a un incontro durante il quale è stata assegnata una dote. Durante una telefonata ”Neri riferisce a De Masi di voler assumere un ruolo di mero garante e di voler consegnare la responsabilità degli assetti più operativi nelle mani di MANDALARI Vincenzo, PANEITA Pietro Francesco, LUCA” Nicola e COLUCCIO Rocco”. ”In buona sostanza – conclude il gup – gli elementi raccolti concorrono a determinare un solido quadro probatorio in danno del prevenuto relativamente alla sua partecipazione al sodalizio di cui al capo 1 (416 bis ndr)”.

Coluccio, inoltre, sempre secondo quanto riportato dalle motivazioni della sentenza di primo grado è il “responsabile della locale di Novara“, di cui l’operazione di polizia “Infinito” non ha identificato i componenti, ma della quale, parlano in maniera chiara alcune delle persone intercettate nel riferirsi all’imprenditore novarese. L’appartenenza di Coluccio a una locale piemontese giustificherebbe la sua assenza dalla riunione di Paderno Dugnano, riservata solamente ai lombardi, anche se, nell’impianto accusatorio, Rocco Coluccio è indicato anche come affiliato alla locale di Pavia, in quanto “In ogni caso, ai fini della penale responsabilità, alcun rilievo può riservarsi alla circostanza che l’imputato sia stato inserito nella locale di Pavia, nel momento in cui le indagini hanno comunque dato conto di un ruolo attribuitogli dal responsabile della locale di Pavia sulla base del quale, in relazione a quanto contestatogli dal PM, ha operato”.
Per le motivazioni della sentenza di secondo grado bisognerà aspettare 90 giorni.

E’ ancora in corso il processo di secondo grado per gli imputati che avevano scelto il rito ordinario che vede imputati (già condannati in primo grado) Carmine Verterame e Fabrizio Parisi, gli altri due “novaresi” coinvolti nell’inchiesta “Infinito”.

 

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