Adesso tocca alla politica “mettersi in gioco”

Insieme con le scadenze elettorali entra nel vivo anche la campagna “Mettiamoci in gioco” promossa da Libera, Avviso Pubblico, ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Federconsumatori, Federserd, FICT, FITEL, Gruppo Abele, InterCear e Uisp. Tante sigle per tante realtà diverse, unite per chiedere a quello che sarà il futuro Parlamento italiano e a coloro che saranno chiamati a governare il Paese un giro di vite nei confronti del gioco d’azzardo.

La campagna è nata nel giugno del 2012 di fronte al costante incremento dell’offerta invasiva del gioco d’azzardo. “Si tratta di una questione etica e morale, non è più possibile accettare tranquillamente in una fase come quella attuale che il paese Italia sia in questa situazione, con le complicità di molti”, spiega Filippo Torrigiani, responsabile del Gruppo di lavoro sul Gioco d’azzardo di Avviso Pubblico. Complicità che ben si spiegano considerando il fatturato annuale dell’industria del gioco; 80 miliardi di euro nel 2012 in continuo incremento.

Di fronte a questo fenomeno ben poche sono le armi nelle mani degli amministratori locali. “Spesso quello che è stato fatto dalle amministrazioni locali è stato impugnato dai signori del gioco. Hanno avvocati bravissimi e preparati e cosa fa il giudice? Ti blocca l’ordinanza che hai fatto e poi l’annulla. Nella migliore delle ipotesi non ti succede nulla, nella peggiore il comune si vede costretto a risarcire per mancato guadagno il concessionario” spiega Torrigiani, memore della sua esperienza da assessore comunale a Empoli.

Da questo la volontà di rivolgersi con la campagna soprattutto alla politica di livello nazionale, l’unica in grado di arginare il fenomeno del gioco. Per Torrigiani dunque “le prossime elezioni politiche possono e devono per certi versi essere la chiave di volta rispetto al ragionamento che stiamo facendo sul gioco d’azzardo”. Ed ecco allora quali sono le proposte di Avviso Pubblico: divieto assoluto di pubblicità per il gioco d’azzardo, destinazione di una cifra dell’intero fatturato del gioco al sistema sanitario regionale per la cura della dipendenza dal gioco d’azzardo e al volontariato sociale, maggiori possibilità di intervento per i sindaci e gli amministratori locali, l’obbligo di accensione delle slot attraverso l’inserimento della tessera sanitaria, limiti all’introduzione di nuovi giochi, una maggior restrizione nella assegnazione di concessioni e abolizione della tassazione agevolata.

Torrgiani è deciso: “Chiediamo alla politica di assumersi questa responsabilità, lo faremo nel prossimo mese di febbraio e vi terremo aggiornati, perché tutto ciò che noi possiamo sperare per il futuro passa attraverso la volontà politica e del Legislatore. Saremo incisivi, saremo rompiscatole e saremo in molti. Ognuno deve far sentire la propria voce”.

Alessandro Buscaglia

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