In carcere ‘ndranghetista: aveva lavorato anche a Ghemme

La notizia è passata inosservata nel Novarese. Eppure si tratta di un fatto (nella fattispecie l’arresto e la carcerazione di un presunto ‘ndranghetista) che getta un’ombra non proprio leggera su certi affari legati al movimento terra che hanno interessato un comune novarese. Il territorio in questione è quello di Ghemme dove la Forestale sequestrò nel febbraio 2011 un’area che dietro al paravento di una bonifica agraria nascondeva invece un’attività abusiva di cava. Il nome in questione è quello di Michele Dominello, classe 1979. Nell’ottobre 2012 il suo nome è finito all’interno dell’operazione “Colpo di coda” contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Torinese: è uno dei 22 arrestati ed è tuttora in carcere.

Dominello è uno dei titolari di un’impresa di trasporti che lavorava nell’area agricola sequestrata dalla Forestale. Che aveva contestato l’esistenza di un’attività illecita di scavo ben oltre i centimetri consentiti dai permessi e conseguente consegna di materiale all’esterno. Protagonista dell’attività di bonifica agraria è una delle società della famiglia di cavatori novaresi che fa capo a Giovanni Vicario: il Frantoio di Ghemme, ditta che si occupa di ricerca, estrazione, lavorazione e commercio materiali inerti. A questo impianto di lavorazione, infatti, erano diretti i metri cubi in uscita dai terreni oggetto di miglioramento fondiario.

Un copione poi replicato anche a Carpignano Sesia dove, sempre la Forestale, nel novembre 2012 sequestrò un’area di 200 mila metri quadrati (tuttora sotto sequestro in attesa dell’ispezione disposta dalla Procura). Anche in questo caso le società coinvolte sono quelle della gruppo Vicario: Italargille, Frantoio di Ghemme e Cave di Romagnano. Società legate alla famiglia Vicario, si diceva: famiglia che fino al novembre dello scorso anno poteva contare sulla presenza in consiglio provinciale di Lanfranco, figlio di Giovanni, rappresentante della seconda generazione degli imprenditori novaresi.

Eletto nella fila della Lega Nord, Vicario era stato nominato presidente della Commissione ambiente: incarico dal quale aveva dovuto fare un passo indietro (correva l’anno 2011) l’indomani della notizia che una delle aziende di famiglia, proprio il Frantoio di Ghemme, era stata citata (ma senza che a suo carico ci fosse alcunché) nella maxi inchiesta Infinito contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta al nord.

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