Irregolarità nelle sentenze di Crimine Infinito: processo da rifare

Non abbiamo fatto in tempo a digerire le motivazione della sentenza di assoluzione per gli imputati del processo “Albachiara“, che arriva anche l’errore procedurale in “Crimine-Infinito“.
Nel caso dell’inchiesta alessandrina, nonostante si profilasse nitidamente l’esistenza dell’organizzazione ‘ndranghetista nel Piemonte (in particolar modo nel “basso”), il fatto che non sussistessero prove di atti intimidatori o violenti metteva in dubbio il profilarsi del reato di 416bis. Pur appartenendo senza alcun dubbio alla cosca, i 17 imputati non sono abbastanza pericolosi. “Liberi tutti” cantano i Subsonica.

Anche nel milanese le sorprese non si fanno attendere. Il più grande processo alla ‘ndrangheta, frutto delle inchieste lombardo-calabre “Crimine” e “Infinito“, si inceppa in cassazione per i 110 imputati in rito abbreviato.
L’errore del Gup del Tribunale di Milano  Roberto Arnaldi è stato quello di depositare le motivazioni delle sentenze in due momenti distinti a causa di un guasto tecnico alla stampante utilizzata. La Cassazione ha ritenuto ci fossero gli estremi sufficienti per annullare le condanne.

Tra i 110 imputati compare anche il biologo novarese Roco Coluccio (attualmente in carcere), riconosciuto dalle motivazioni della sentenza di condanna a 6 anni come “il responsabile della locale di Novara”.
Il processo va rifatto, dunque. Intanto, la maggior parte degli imputati in carcere rischia di vedere la custodia cautelare scadere prima della sentenza.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *