Da Rivoli, tutta un’altra vista sulla scuola

Quando raggiungi la sommità della collina dove si trova il liceo Darwin e guardi dall’alto Rivoli, ritorna in mente una famosa scena del film “I cento passi”, in cui Peppino e l’amico si trovano ad ammirare Cinisi e Punta Raisi nel suo splendore, che viene però rotto dalla pista d’atterraggio costruita a ridosso delle montagne: “Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo. E invece non è così.”, dice Peppino, “In fondo tutte le cose anche le peggiori, una volta fatte, si trovano una giustificazione, una logica per il solo fatto d’esistere. Fanno ‘ste case d’alluminio, i muri di mattone vivo, i balconcini…la gente ci va ad abitare e ci mette le tendine, i gerani, la televisione. E dopo un po’ fa tutto parte del paesaggio. C’è. Esiste. Nessuno si ricorda più com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza.”. Diventa tutto normale. Ma non è vero.
Oggi anche Libera Novara ha partecipato al corteo tenutosi a Rivoli per commemorare la morte di Vito Scafidi, ucciso dalla caduta del contro-soffitto della sua aula, e delle altre 35 vittime dei crolli delle strutture della Casa dello Studente di l’Aquila e di San Giuliano di Puglia.
Il ricordo come momento di riflessione di più ampio respiro, fatto di speranze, sogni, sfide, progetti, come l’8x1000destinato alla scuola pubblica, pensato e promosso dalla fondazione Benvenuti in Italia e presentato in parlamento come Ddl Bastico.
Questo sarebbe un ottimo strumento per reindirizzare i soldi devoluti allo Stato in un contesto specifico, ma che, ad oggi, ha scarse possibilità di essere approvato.
Tuttavia, se la classe politica non riuscirà a farsi carico di un bisogno urgente come la prevenzione del futuro italiano, dovrà essere la cittadinanza attiva a mettere in evidenza le responsabilità di quegli uomini che non hanno voluto puntare sul cavallo vincente, perdendo così tutto. Libera si è posto il problema e da anni cerca di educare i giovani alla cultura della prevenzione, alla corresponsabilità e alla giustizia. Abbiamo la Brambilla che difende gli animali, Pannella, in sciopero della fame per difendere i diritti dei carcerati, Casini che va a trovare l’amico Cuffaro, Montezemolo, che vuole far ripartire l’Italia dalle grandi aziende, ma nessuno, fino ad oggi, ha voluto mettere la faccia per tutelare la scuola pubblica. Un Paese civile non può più permettersi di rimandare il discorso facendo morire il suo futuro.
Noi ci vogliamo mettere la faccia per questa battaglia, ma non possiamo essere soli.

Cesare Strazzacappa

 

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