Antimafia, la politica non resti in panchina

Dal caso Zambetti in Lombardia, all’operazione “Colpo di coda” di Chivasso, allo scioglimento dei piccoli comuni torinesi di Rivarolo e Leinì, e ancora fino al commissariamento di Ventimiglia e Bordighera, le operazioni antimafia stanno sempre più mostrando il volto di una politica locale non attenta, se non addirittura collusa.
Il ruolo di una classe politica connivente nel perdurare del fenomeno mafioso non è cosa nuova e sarebbe ingenuo limitarsi alla descrizione di essa, in questa forma.
Fattore di maggiore interesse, e su tutti Nando Dalla Chiesa in “La convergenza” ha il merito di affrontarlo con maggiore completezza, è quello rivestito dalle disattenzioni di una superficialità politica che del fenomeno non sa, ne ignora la portata e si assopisce nella convinzione di esserne estraneo, per il solo fatto che ne siano estranee le forze politiche preposte al governo della città.
Questa velleità causa maggior danni della collusione stessa, perché è più difficile da scoprire e pressoché impossibile da punire: “il cretino –scrive Dalla Chiesa – è moralmente innocente”, perché fa ciò che va fatto per favorire l’illegalità senza neanche accorgersene. Ne risponde solo politicamente, dunque. Ma per esigere il conto morale e politico ad una classe dirigente, sia essa locale come nazionale, bisogna poter essere soggetti credibili e formati. Coscienti, ovvero, degli errori commessi ed, in qualche misura, del vasto mondo di possibili alternative da giocare.

Una classe politica formata si fonda sull’umiltà del sapere, sulla capacità di fare tesoro delle conoscenze e degli stimoli provenienti dalla società civile che amministra, tramutando buone idee in proposte politiche efficaci.
Noi vogliamo la “nostra” politica formata e capace di contendere spazio pubblico e decisionale a chi in questa Repubblica non ci crede, a chi preferisce la maschera del qualunquismo al peso agito della profondità. La Repubblica è “cosa nostra” e vogliamo difenderla con le armi e le credibilità del nostro tempo.
Noi vogliamo e pretendiamo l’impegno da parte dei “nostri” amministratori ad una più matura assunzione di responsabilità. Per questo abbiamo deciso di organizzare “Nocchieri senza bussola“, seminario di formazione gratuita per amministratori e pubblici funzionari alla presenza di tre dei massimi esperti internazionali del fenomeno mafioso.
Il modo in cui un paese, una città, decide di far fronte al tema illegalità dice già molto dello stile con cui pensa di uscirne. Molto del resto è derivato.
Quando umiltà fa rima con capacità.

Per iscriversi al seminario clicca qui .

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *