Novara, Google e l’Open politica

Il comune di Novara apre a Google. E’ la notizia del giorno con le elezioni di Barack Obama. In un’epoca in cui solo lo 0.03 % dell’informazione esistente si trova su supporto cartaceo (vedi ricerca di Berkely) direi una conquista. Certo, il digital divide è un probelma serio e forse una promessa si sta realizzando: cioè migliorare tutte le misure intese ad accrescere la possibilità per i cittadini di accedere alle informazioni.
Come L10 crediamo che le risorse informatiche debbano diventare strumenti per la partecipazione democratica, oltre che per un uso più responsabile ed intelligente dei fondi (avanti tutta sull’open-source). Abbiamo a cuore la democrazia, e sogniamo di farla funzionare.
Come? Tessendo nuove narrative di collaborazione tra cittadini e istituzioni per il bene comune. Queste narrative devono essere l’infrastruttura ideologica per il lavoro comune di creativi, innovatori e funzionari pubblici, sfruttando i benefici della diversità reciproca e scoprendo che si possono fare cose insieme.

Questo, però, sta diventando sempre più difficile. Problemi di portata globale incalzano l’umanità e una cittadinanza connessa a livello globale, infiammata dall’ideologia Steve Jobs-Obama del cambiamento come desiderabile, possibile e morale, ha alzato il suo livello di aspettative. Le istituzioni, anche se probabilmente non sono più lente rispetto a vent’anni fa, non sono riuscite a tenersi al passo con questa accelerazione. Il risultato è una specie di singolarità “negativa” (usando Raymond Kurzweill) della loro credibilità: si sente che i cittadini diventano ogni giorno più impazienti. E non senza ragione: fuori dai palazzi del potere è molto difficile giustificare, per esempio, la mancanza di azioni profonde su temi come quelli delle politiche economiche, sociali, ambientali. Anche Novara su queste sfide non è esente.

Il rischio è che questo punto di singolarità sarà il luogo in cui i cittadini decidono che le istituzioni democratiche non stanno facendo il loro lavoro, e sganciandosi da esse, anche psicologicamente, cercheranno di fare da soli. Non credo che sarà un buon giorno. Continuiamo a pensare che le istituzioni di governo democratiche (Comuni, Province, Regioni comprese) siano la carta migliore che abbiamo per coordinare una risposta locale a minacce “glocal”. Questo è quello che chiediamo a tutte le amministrazioni.

Giuseppe Passalacqua

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