‘Ndrangheta al Pirellone: altre ombre sul novarese

 

regione-lombardia-2

Anche il territorio di Novara è rimasto coinvolto nell’operazione della DDA di Milano che mercoledì 10 ottobre ha portato all’arresto di 30 persone coinvolte a vario titolo con la ‘ndrangheta radicata in Lombardia. Molti nomi eccellenti tra gli arrestati: oltre a quelli dei potentissimi boss Giuseppe D’Agostino ed Eugenio Costantino ha suscitato scalpore quello dell’assessore regionale lombardo Domenico (Mimmo) Zambetti, in quota PDL. Sono scattate le manette anche per l’aronese Alessandro Gugliotta, mentre il trecatese Gianfranco Pandolfi è indagato a piede libero.

Alessandro Gugliotta è figlio di Giuseppantonio, recentemente deceduto, «di cui è accertato giudiziariamente essere stato il capo della omonima famiglia mafiosa operante ad Oppido Mamertina (RC)». Ha molte condanne alle spalle e una, in via definitiva, per associazione mafiosa tant’è che viene indicato dal pm Giuseppe d’Amico come una figura di spicco della consorteria criminale operante in Lombardia.

Domiciliato ad Arona, Gugliotta operava prevalentemente nella provincia milanese dove, negli anni, aveva creato una rete di rapporti molto vasta fino a diventare anello di congiunzione tra le cosche vicine alla politica, come i Morabito-Bruzzanti-Palamara e i Barbaro-Papalia, e l’ala militante gestita dai Di Grillo-Mancuso. Da sempre vicinissimo al presunto boss Eugenio Costantino, Gugliotta sarebbe stato tra i più solerti nel recupero delle preferenze per l’ex assessore regionale Domenico Zambetti alle elezioni regionali del 2010.

Per l’esponente politico del PdL, su interessamento proprio di Costantino, erano stati raccolti centinaia di voti nella zona tra Corsico e Buccinasco, feudo dei Papalia, e il magentino. Quasi 4000 preferenze arrivate grazie anche alla collaborazione di Ambrogio Crespi, fratello del più noto sondaggista Luigi, coinvolto nella vicenda da Gugliotta. In cambio il politico lombardo avrebbe promesso soldi (50 euro a preferenza) e appalti.

Ancora nel 2011 la procura segnala il suo attivismo nel muovere pacchetti di voti durante le elezioni  comunali di Milano. Questa volta i clan sarebbero stati contattati dall’ex presidente del consiglio comunale Vincenzo Giudice a sostenere la candidatura della figlia Sara Giudice, che è risultata essere la più votata del Terzo Polo, ma non eletta in consiglio per i meccanismi elettorali. Anche in questo caso appalti in cambio di voti.

Ma non ci sono solo i rapporti con i politici nella carriera criminale di Gugliotta. Sempre nell’ordinanza viene indicato come uno dei partecipanti nell’aprile del 2011 al sequestro-lampo di Mauro Galanti a Cornaredo (MI). Ancora nel luglio dello stesso anno con intimidazioni e minacce avrebbe estorto 20 mila euro all’imprenditore bergamasco Liberio Rossi. Per i magistrati non ci sono dubbi nell’indicarlo come “perfettamente a conoscenza delle regole e delle modalità operative” della ‘ndrangheta.

Più leggere le accuse per il trecatese Gianfranco Pandolfi. Per i magistrati l’autotrasportatore trecatese avrebbe trasportato i mezzi d’opera trafugati dal clan Di Grillo-Mancuso nei numerosi depositi gestiti del clan tra Aosta e Ivrea. Il GIP non ha accolto la richiesta di arresto e non gli è stato contestato il reato di associazione mafiosa.

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. Mattia Anzaldi ha detto:

    Pandolfi con ogni probabilità muoveva i mezzi d’opera rubati che poi sarebbero stati inviati dal clan Grilli in Libia (salvo poi avere complicazioni causa guerra)
    Tutto ben documentato da Linkiesta:
    http://www.linkiesta.it/libia-ndrangheta-Milano?fb_action_ids=4259022746877&fb_action_types=og.recommends&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *