Libera Novara alla festa di SEL

L’osservatorio provinciale sulle mafie di Novara inizia il nuovo anno partecipando alla festa di Sinistra Ecologia e Libertà. Tra i relatori Francesco Sassone coordinatore della “fabbrica di Nichi” a Novara, Domenico Rossi, referente provinciale Libera Novara, e Roberto Leggero rappresentante dell’associazione “La Torre – Mattarella”. Un’occasione per fare il punto e riflettere insieme alla politica sulle mafie al nord.

Dopo l’operazione Ulisse che ha portato all’arresto di 37 persone legate alla ndrangheta, la cronaca si ripete, quasi irridemibile. Le indagini della Dda di Milano, confermano quanto era già emerso da altre operazioni contro i clan calabresi radicati in Lombardia : “l’assenza totale” di denunce da parte degli imprenditori “vessati” e “vittime” di estorsione e usura. «L’omertà imprenditoriale continua ad essere un atteggiamento antropologico e culturale gravemente diffuso. Crimine, Minotauro, Maglio, Maglio 3 , l’omicidio Marcoli a Novara hanno permesso di scoperchiare dinamiche invisibili e solidamente radicate nel nord Italia. Ma l’azione repressiva non è bastata. La classe imprenditoriale deve ancora progredire sul piano della coscienza e degli atteggiamenti. Non si tratta solo di “mafiosità tecnica” ma di “mafiosità civile” – cioè di una cultura illegale, ormai interiorizzata ad ogni livello della società » – spiega Domenico Rossi. La connivenza, la contiguità, l’indifferenza possono rovesciarsi solo con processi condivisi di contrasto e promozione di economie “convenienti” per le imprese.

“Non dobbiamo essere impreparati” – continua il relatore – questo è il compito che si deve dare la politica. Lo scioglimento di comuni come Rivarolo, Leinì, Bordighera, Ventimiglia hanno spesso dimostrato un dilettantismo politico soprattutto nei piccoli comuni. Il “piccolo è bello” (usando le parole di Nando dalla Chiesa) rappresenta oggi la “nuova geografia mafiosa”: una geografia facile da controllare, condizionare, turbare o corrompere (Buccinasco, Corsico, Giussano, Chivasso, Romentino, Casalvolone solo per dare alcuni esempi). Una geografia disponibile a creare nuovi businness e mercati già in espansione, come quello delle cave e dei rifiuti.

«Gli affari della criminalità mutano. Dal traffico di stupefacenti al ciclo dei materiali inerti e delle bonifiche ambientali. Riempire buchi è la nuova moda» – spiega Roberto Leggero. «La compravendita di agglomerati speciali ha sviluppato nella provincia novarese un mercato altamente redditizio, scavalcando i limiti imposti dalle normative vigenti. Le forze istituzionali devono allora impegnarsi a considerare il fenomeno come prioritario» – conclude il relatore.

La politica e l’opinione pubblica non possono rimanere indifferenti o analfabete. Come possiamo conoscere questa geografia? Su questo, il giornalismo e l’informazione locale devono ritrovare il proprio “protagonismo investigativo”: diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, portare alla luce ciò che è occulto, fornire prove e, pertanto, “molestare” il pensiero comune. «Non è pensabile che un caso di corruzione così importante come quello di Raphael Rossi (dirigente dell’azienda Amiat di Torino, conosciuto per non aver accettato una tangente) sia stato declassato dalla stampa locale con tanta superficialità» – afferma Rossi. Il 28 Settembre, l’ Osservatorio Provinciale sulle mafie di Libera Novara organizzerà un seminario per cercare di rispondere a questi interrogativi. Il seminario ospiterà le testimonianze di chi da anni si occupa in prima linea di un giornalismo orientato in maniera specifica alla lotta alle mafie e alle illegalità, come Santo Della Volpe, direttore di Libera Informazione e caporedattore del TG3. Sarà presente anche Marika Demaria della rivista Narcomafie, nata nel 1993 proprio a supporto dell’attività antimafia di politici, magistrati e membri della società civile. Iniziare a sapere per saper essere.

Giuseppe Passalacqua

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