Chivasso, il consiglio rimane non sarà sciolto per mafia

Il Comune di Chivasso non deve essere sciolto per infiltrazioni mafiose. Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha firmato ieri sera l’archiviazione del procedimento dopo aver letto la relazione della “commissione prefettizia di accesso agli atti” che per sei mesi, da gennaio fino alla fine di giugno, ha studiato i documenti delle amministrazioni di Chivasso cercando tracce di infiltrazioni mafiose. La giunta comunale di Libero Ciuffreda, eletto a maggio, e il consiglio comunale potranno continuare la loro attività senza interruzioni.

I sospetti sulle passate amministrazioni di Chivasso erano sorti dopo l’arresto di Bruno Trunfio, ex assessore e coordinatore cittadino dell’Udc, nell’ambito dell’operazione antimafia “Minotauro” dell’8 giugno 2011. Trunfio, insieme al fratello Giuseppe e al padre Pasquale, è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso: per la Procura di Torino farebbero parte della “locale” di ‘ndrangheta a Chivasso

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