Il Tar blocca l’impianto di compostaggio di Casalvolone

Niente da fare: l’impianto di compostaggio di Casalvolone non si farà. Accolto il ricorso presentato da una serie di comuni limitrofi (Villata, Casalino, Borgo Vercelli, Casalbeltrame, San Nazzario Sesia) insieme all’Ente Parco Lame del Sesia contro la Provincia di Novara e il Comune di Casalvolone. Un ricorso che andava a contestare il progetto presentato (e poi autorizzato dalla Provincia) della Ec.Am. Srl che prevedeva appunto la realizzazione di un impianto di compostaggio delle capacità di 88 mila tonnellate annue. Un progetto che ha avuto l’ok con la determinazione del dirigente del Settore Ambiente Ecologia Energia della Provincia di Novara in data 7 giugno 2011 (determina numero 1925). La determina dava «l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto di recupero mediante trattamento aerobico e anaerobico di rifiuti organici non pericolosi finalizzato alla produzione di compost ed energia elettrica nel Comune di Casalvolone, rilasciata a favore della Ec.Am.».

Un progetto fortemente contestato dai comuni limitrofi che si erano riuniti per presentare il ricorso al Tar. La sentenza è arrivata ieri, 30 agosto: tutto è riassunto nelle righe finali del corposo documento allegato alla sentenza. «Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe indicato, lo accoglie e per l’effetto annulla la determinazione del Dirigente del Settore Ambiente Ecologia Energia della Provincia di Novara 7.6.2011 n. 1925/2011».

Numerose le motivazioni addotte dal Tar per accogliere il ricorso. Innanzitutto viene ribadito «che non può negarsi ai Comuni ricorrenti l’interesse a contestare l’atto impugnato». Il Tar, poi, ricorda le nuove linee guida in materie di rifiuti adottate proprio dalla Provincia: adeguamenti adottati preventivamente proprio per impedire il proliferare di impianti di questo genere. Il Tar cita le linee guida provinciali secondo le quali «allo stato attuale si ritiene non giustificato il rilascio di autorizzazioni alla realizzazione di altri impianti di trattamento della Forsu (ovvero la parte organica dei rifiuti solidi urbani: ndr)». Il Tar, inoltre, ricorda che la Provincia si dichiarava autosufficiente dal punto di vista dello smaltimento dei “propri” rifiuti grazie all’impianto già esistente a San Nazzaro Sesia. Sempre secondo il Tar, poi, la «allocazione di impianti destinati al recupero di rifiuti urbani non pericolosi, di qualsiasi provenienza, debba essere presa in considerazione dalla programmazione regionale di settore». Come dire: non può essere lasciata alla libera iniziativa di un singolo comune ma va pianificata addirittura non solo a livello provinciale ma regionale (prevedendo tra l’altro intese interregionali tra le zone di produzione e smaltimento dei rifiuti).

Il Tar va poi nello specifico della tipologia di impianto previsto a Casalvolone. «La contestata previsione delle Linee Guida provinciali – si legge nella sentenza – é applicabile ad avviso del Collegio sia agli impianti di compostaggio che agli impianti di digestione anaerobica: questo per la ragione che, come sopra già precisato, il prodotto finale degli impianti di digestione anaerobica non è costituito dal biogas, bensì da un fango non stabilizzato che, una volta centrifugato, dà luogo ad una frazione liquida destinata a smaltimento, se non utilizzata come fertilizzante o se non reimmessa nel digestore, e ad una frazione solida, destinata ad una ulteriore fase di stabilizzazione in impianto di compostaggio aerobico: gli impianti a digestione anaerobica, insomma, non provocano l’annientamento o la sparizione dei rifiuti e sostanze organiche da cui sono alimentati, ma sono anzi idonei a creare una quantità di frazione solida che è destinata ad alimentare proprio quegli impianti di compostaggio cui si riferisce la rubrica della norma. Non per niente gli impianti di digestione anaerobica dei rifiuti sono anche definiti come impianti di pre-trattamento». Il Tar ribadisce che «non ha alcun senso applicare le Linee Guida ai soli impianti di trattamento aerobico della Forsu, come ha fatto la Provincia di Novara». Il Tar ancora «censura l’operato della Provincia per non essere stata data alla competente Soprintendenza comunicazione del procedimento».

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Una risposta

  1. mario g ubezio ha detto:

    e a Tornaco continuano a proliferare come funghi nuovi impianti di produzione da biomasse!!!

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