26 luglio 2012: cronaca di un’Italia ribelle

Da Novara a Borgo Sabotino, da Borgo Sabotino a Marsala, da Marsala a Partanna. Tutta la rete ieri, ha voluto portare la propria testimonianza in occasione della commemorazione di Rita Atria.
Libera Marsala insieme a Libera Novara si è unita al coro di presidi e comunità del territorio trapanese. Dalle contrade allo stretto del Grifeo, i cittadini si sono svegliati in quella “terra scura” ancora contaminata dal silenzio e dall’omertà.
Nel piazzale antistante la Matrice (la chiesa madre), luogo del raduno, la città appariva deserta. Il tabaccaio sullo Stretto, la carnezzeria di Totò serrate con lucchetti e catene. I contorni delle persiane illuminati da un sole caldo e violento. Qualche finestra aperta per riciclare l’aria nei soggiorni e nelle cucine.
Ma un oasi in quel deserto c’era. Insieme a Luigi Ciotti, Piera Aiello (cognata di Rita), Margherita Asta (scampata al tragico attentato di Pizzolungo), Sonia Alfano (parlamentare europea Presidente della commissione speciale CRIM), Giuseppe Linares “l’inespugnabile cacciatore” dei boss di Cosa Nostra. E poi ancora tanta gente onesta.

Ad aprire il corteo don Ciotti con in mano una piccola lapide con la foto di Rita Atria.
Si parte lentamente fino a raggiungere il cimitero della città. All’ingresso una semplice targa di ottone ricorda che «In questo cimitero urbano è custodita la salma di Rita Atria» firmato Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – 26 Luglio 2012 .

Dopo una breve sosta all’ingresso del cimitero, il corteo prosegue per raggiungere il luogo in cui è sepolta la giovane ragazza.
La gente già sa. La gente già sa che quella lapide sarà deposta sulla tomba solo per il tempo della cerimonia. I familiari non hanno accettato la sua deposizione. L’ennesima condanna a Rita. Ma sappiamo che quella condanna è anche nostra. E’ la condanna della memoria. La memoria che il nostro paese ha perduto, rimosso, negato. Come ricalibrare il peso della memoria? Le lapidi “volanti” e “temporanee” non possono essere la soluzione. Penso.
C’è un silenzio surreale. Un silenzio carico, pesante, che scricchiola su quel pezzo di marmo. Le parole di Luigi Ciotti ci riportano alla realtà: «Diventare tutti, ma proprio tutti testimoni di giustizia, perché solo così Rita potrà continuare a vivere dentro ognuno di noi».

Prima di andar via il mio sguardo viene attirato da una donna, certamente giovane, che sta dentro i suoi grandi occhiali scuri e un fazzoletto avvolto sul capo. Riconosco Piera Aiello. Circondata da una specie di morsa umana, la vedo defilarsi sull’altra ala del cimitero. Vuole andare a trovare il marito. Viene bloccata dalla scorta. Poi prosegue. Sempre stretta in quel muro di voci e braccia.
E’ difficile chiedersi perché. E’ difficile darsi una risposta, quando una donna non può piangere nella solitudine.
Alle 19 inizia la messa officiata dal vescovo monsignor Mogavero, da Luigi Ciotti e don Fiorino, parroco di Partanna. La Matrice mostra ancora le ferite del terremoto del Belice. I colori barocchi si riflettono nel cielo come uno specchio. Partanna sembra più grande di come la ricordavo.
Mi avvicino al sagrato, non sento bene. Insieme ai compagni di Libera Marsala ascoltiamo la funzione commossi. Da questo punto, rivedo Piera appoggiata su una colonna.
Ha un’espressione timida, quasi timorosa. Le palpebre gonfie, i pugni in tasca.
Il vescovo pronuncia l’invito: “scambiatevi un segno di pace”. Ci avviciniamo verso Piera.
Siamo quasi imbarazzati. E’ lei ad avvicinarsi. Un’abbraccio, forte, teso, stretto. Un’abbraccio forse come tanti altri. Un’abbraccio che porta nuovi significati. Un’abbraccio che diventa l’abbraccio di una società che vuole cambiare.

Novara, Borgo Sabotino, Marsala e tutti gli altri . Ieri eravamo a Partanna chiusi in quell’abbraccio.
«Perché non importa dove si è nati se si pensano le stesse cose, se ci si impegna per gli stessi principi». Aveva ragione Paolo Borsellino. Lo stesso Paolo che conobbe Rita da lontano e da vicino. Lo stesso Paolo che la strinse a sé. Come in quell’abbraccio.

Libera Marsala e Libera Novara

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