Così la mafia sbarca a Novara

NOVARA. E adesso dire che siamo un’isola felice in cui la mafia non riesce ad arrivare sarà quantomeno complesso. E già perché la Euro Impianti Plus, la ditta di Milazzo che su Novara (e in mezza Italia: ndr) nel settembre 2011 vinse l’appalto per la manutenzione degli impianti dell’Italgas da gennaio è stata posta in amministrazione giudiziaria per sequestro antimafia. Ma dove? A Novara di Sicilia? No no, a Novara casa nostra. Una cosa non da poco visto che agli imprenditori titolari della Euro Impianti Plus, i fratelli Gaetano e Vincenzo Cavallotti (già processati e assolti nel 2010 dall’accusa di concorso in associazione mafiosa perché ritenuti vicini al boss Bernardo Provenzano), la sezione di prevenzione del tribunale di Palermo ha confiscato complessivamente un patrimonio da 20 milioni di euro. Un sequestro che ha portato l’intera ditta ad essere posta in amministrazione giudiziaria, organizzata e gestita, per conto dello Stato, da uno studio legale di Palermo con clamorosi sviluppi che hanno avuto risvolti anche su Novara.

Ma la Euro Impianti Plus dei fratelli Cavallotti, che cos’è e come arriva a Novara? Costituita nel 2006 dalle ceneri di altre ditte finite sotto la lente degli investigatori, la Euro Impianti Plus arriva a Novara nel settembre 2011 quando, come detto, vince l’appalto di manutenzione di Italgas. I titolari sono i fratelli Cavallotti: arrestati nel 1998 nell’ambito dell’operazione Grande Oriente con cui venne colpita la cosca dell’allora latitante Bernardo Provenzano vennero assolti in primo grado, condannati in secondo per finire rimandati ad altro giudizio terminato con una seconda assoluzione nel 2010. Un processo strano: i nomi dei fratelli Cavallotti comparivano oggettivamente sui pizzini di Provenzano; secondo l’accusa quei pizzini dimostravano che i Cavallotti erano complici di Provenzano per conto del quale ottenevano commesse e appalti in Sicilia forti del loro essere titolari di un’impresa di mafia, secondo il giudice però i Cavallotti venivano citati nei pizzini genericamente, e senza che se ne potessero accertare responsabilità, al limite solo in quanto vittime di racket. Fatto sta che nel 2011 i Cavallotti con la Euro Impianti Plus vincono l’appalto a Novara per la manutenzione Italgas. Il primo lavoro di grande visibilità di cui devono occuparsi sulla città è l’allaccio all’Inps per installare una caldaia a metano in viale Manzoni. Un lavoro grosso: bisogna chiudere un pezzo di viale Manzoni e modificare la viabilità. Non solo, in contemporanea, analoghi interventi, dovevano essere fatti dalla Euro Impianti Plus in largo Don Minzoni e via Gnifetti. Ed è allora, a marzo, che si scopre quello che è successo a gennaio in Sicilia e che solo oggi è palese anche a Novara: la Euro Impianti Plus non può eseguire i lavori direttamente, li fa fare a una ditta del territorio autorizzata e controllata dall’amministrazione giudiziaria che ha, di fatto, rilevato il Cda della ditta siciliana. Dopo i sequestri di gennaio e il passaggio dei beni allo Stato le opzioni erano due: far saltare la Euro Impianti Plus e tutti gli appalti vinti o assumere la guida della ditta ricollocando i lavori a imprenditori “puliti” che operavano già sui territori per conto della Euro  Impianti Plus. Su Novara l’amministrazione giudiziaria opta per questa ipotesi e così la ditta che affittava i capannoni come base per le Euro Impianti Plus a San Pietro Mosezzo, Edil Penta’s di Carmine Penta, viene vagliata e considerata idonea (dopo consegna di tutta la documentazione necessaria e di certificazioni antimafia) per lavorare come ramo sano nel novarese. Ecco perché i lavori in viale Manzoni proprio dagli uomini della ditta di Penta vennero eseguiti. Ed ecco che si scopre come una ditta poi finita in amministrazione giudiziaria per sequestro di antimafia avesse vinto appalti per lavorare a Novara. Le indagini delle Fiamme Gialle che hanno portato al sequestro della Euro Impianti Plus nel gennaio scorso sono partite dall’ennesimo, sospetto, aumento di capitale (il terzo in poco tempo). L’accusa per i titolari è stata di trasferimento fraudolento di valori. Da lì è scattato il sequestro. Resta una considerazione: è questa un’altra dimostrazione di come la nostra città sappia reagire e scovare le ditte in odore di malavita e sostituirle con altre sane del territorio? No: a Novara nessuno si è accorto di nulla, né dello sbarco della ditta dei fratelli Cavallotti né della loro sostituzione dopo il sequestro antimafia. L’intera operazione è stata gestita da chi, evidentemente, queste dinamiche le ha viste, le forze dell’ordine siciliane, e ha sentito una forte puzza. Di gas, ovviamente.


Ma a Milazzo cosa dicono? La Euro Impianti Plus conferma tutta la ricostruzione dei fatti? E’ effettivamente in amministrazione giudiziaria per ragioni di antimafia? Se si chiamano gli uffici dell’impresa, dei fratelli Cavallotti si parla senza alcun problema. “Confermo  quello che dice lei : la Euro Impianti Plus è da gennaio in regime di amministrazione giudiziaria per un sequestro di beni che ha coinvolto il precedente comitato di amministrazione”. Quello guidato da Vito e Gaetano Cavallotti? “Esattamente”. Sequestro avvenuto per ragioni di antimafia. “Io sul tema non posso dire nulla. L’amministrazione giudiziaria ha rinnovato interamente il Cda di Euro Impianti Plus e il nuovo corso sta lavorando sui territori tempestivamente e in maniera eccellente”. Sui territori? Perché oltre a Novara dove opera la “nuova” Euro Impianti plus dell’amministrazione giudiziaria? “Novara, San Remo, Chiavari, Carrara, Napoli, Caltanissetta ed Enna”. Tutti appalti vinti dalla “vecchia” Euro Impianti Plus. Insomma, tutti appalti vinti dai fratelli Cavallotti. “E’ così”. E non è strano? Non è strano che una ditta che poi finisce sotto sequestro vinca con Italgas appalti di manutenzione in tutta Italia? “Io non ci vedo nulla di strano, per vincere quelle gare bisogna rispettare requisiti e consegnare documentazioni che vengono vagliate attentamente. Evidentemente se quegli appalti sono stati vinti è perché c’erano i requisiti”. Poi però il sequestro di gennaio cambia questa prospettiva. “Del sequestro, ripeto, non sono autorizzato a parlare. Posso dire che l’intervento dell’amministrazione giudiziaria ha permesso di portare avanti i cantieri in maniera corretta e tempestiva nonostante le vicende giudiziarie”. Senta, l’appalto di Novara quanto vale? “Non posso dirglielo, non sono notizie pubbliche”. Cioè, importo, numero e la durata di validità del contratto sono notizie che non possiamo avere? “Non sono notizie di dominio pubblico. Posso solo dire che questi contratti durano, solitamente un paio di anni”. E a Novara sono iniziati a settembre 2011? “Questo lo dice lei. Diciamo che l’aggiudicazione è sicuramente recente”.

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