Lo stato dell’acqua pubblica

L’incontro organizzato dal comitato novarese per l’acqua pubblica ha creato l’occasione per un confronto sul tema dell’acqua pubblica, ad un anno dal successo referendario che portò alle urne oltre 26 milioni di cittadini.
Per L10 è stato anche il momento per verificare il lavoro svolto dall’attuale giunta comunale in merito all’attuazione del punto 9 della piattaforma politica di Libera Novara, ovvero quello che chiede l’iscrizione nello statuto comunale dell’acqua come bene comune privo di rilevanza economico.
Sui passi avanti svolti dalla giunta Ballarè, anche essa giunta al primo anno di lavoro, abbiamo intervistato l’assessore comunale all’ambiente Giulio Rigotti.

L’acqua e il potere a Novara
di Giuseppe Passalacqua

‹‹Veicolo, solvente e associante, necessario ad ogni sangue e a ogni linfa, al ricambio di ogni organismo. Scienziati, filosofi e poeti hanno meditato a lungo per scoprire la sua struttura, la sua essenza salvifica e purificante… Dall’acqua possiamo imparare, come fanno i contadini. Essa è una parte di noi: è anche noi››.
Queste furono le parole di Danilo Dolci durante le lotte per l’acqua a S. Giuseppe Jato.
Sessant’anni dopo, un referendum popolare ristabilisce il significato di quelle parole. Una straordinaria partecipazione sociale vede 26 milioni di cittadini esprimersi a favore dell’acqua come bene pubblico. Un successo che diventa leva per un cambiamento culturale e strutturale del potere.

Ad un anno di distanza, il Comitato Territoriale Novarese Acqua, Libera Novara, nella sua specifica della piattaforma politica L10 Novara, e la società civile novarese, si rincontra per raccogliere i frutti di quell’entusiasmante esperienza.
Ma ad un anno di distanza le notizie non sono positive. Il governo Monti e i “poteri forti” si ostinano a non riconoscere i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi privati.
Concretamente ‹‹ci troviamo ancora senza un quadro normativo di riferimento. Questa situazione ambigua e di schizofrenia legislativa, posiziona l’Italia in un limbo e genera confusione tra le istituzione locali ›› spiega Rosario Lembo (Presidente contratto Acqua Milanese) presente al convegno.

‹‹Il ridimensionamento dell’intervento pubblico, il patto di stabilità, una filosofia a favore di politiche liberiste e austere, alimentano l’idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati›› continua Paolo Rizzi, Presidente del CTNA.
La proposta di creare una “grande multiutility del nord” e di un “nuovo sistema tariffario” che continui a garantire profitti ai gestori, si inserisce in questo quadro desolante.
E a Novara? Come L10 Novara proponemmo di rendere il servizio idrico integrato un servizio pubblico privo di rilevanza economica. Obiettivo che è stato rispettato nonostante i risultati del referendum. Ma il lavoro da fare è ancora lungo. Un lavoro educativo e di esperienza condivisa soprattutto.
E’ necessario quindi allargare il dibattito pubblico, coinvolgendo le amministrazioni locali, le assemblee elettive, coloro che hanno promosso e vinto i referendum, le associazioni, i comitati, tutti coloro che vogliono preservare l’universalità dei diritti fondamentali, come l’acqua.
Crediamo che in ogni zona del mondo occorra trovare la particolare leva necessaria affinché i bisogni profondi della gente, nell’essere riconosciuti, divengano occasione delle maggioranze per riconquistare il proprio potere. ‹‹L’acqua è solo un esempio: un’occasione di cultura, di processo educante››, parola di Danilo Dolci.

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