La mafia ha paura della scuola

“La mafia ha più paura della scuola che della giustizia perché prospera sull’ignoranza”. Con le parole di Antonino Caponnetto, Libera Novara conclude i percorsi di legalità alla scuola media Baluardo Partigiani. Più di 100 ragazzi hanno voluto ricordare le stragi di Capaci e di Via d’Amelio in occasione del ventesimo anniversario. Un ricordo difficile e lontano, ma non per questo incomprensibile. Gli alunni hanno voluto raccontare la mafia attraverso storie di bullismo e prepotenze. Storie raccontate con nuovi alfabeti: il teatro, la favola, il disegno. Immagini come quelle del “carciofo” (la cosca), metafora del branco e dell’aggressività di gruppo. Storie come quelle di Tonio e Giovanni, personaggi del libro “Perché mi chiamo Giovanni”. Bullo e vittima, ruoli che esemplificano una relazione distorta. Il rapporto tra chi sta dalla parte del giusto e chi dalla parte dell’ ingiusto. Storie di indifferenza, omertà, paura. Le armi che la mafia usa per vincere; comportamenti non rari nelle dinamiche di casse. Per questo motivo, i ragazzi hanno deciso di sperimentarsi con il teatro. Un teatro per comprendere e comprendersi: “la mafia è quando prendo in giro Riccardo”, “La mafia nasce quando io voglio di più” concludono gli alunni.
Insegnare la cultura della legalità oggi è un compito difficile. Educare al rispetto delle regole e alla convivenza, necessita di processi lunghi e complessi. Lo abbiamo osservato tra sguardi attenti, increduli e meravigliati. Sguardi che richiedono risposte immediate e nuove parole. Per noi animatori del cambiamento, riflettere su queste parole richiede disciplina, ascolto e sospensione del giudizio. Riflettere sulle parole significa rileggere la storia e dare dignità alla memoria. Offrire altri modelli e ristabilire una nuova gerarchia di valori. Curando sempre aspirazioni, passione ed entusiasmo.
Educare alla legalità significa innanzitutto ascoltare una voce che cambia. L’ascolto di questa voce ha un solo “megafono” disponibile, la scuola. Per questo la mafia ne avrà sempre paura.

Angela Emanuele e Beppe Passalacqua

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