L’Osservatorio ospite di Video Novara

L’Osservatorio di Libera Novara è stato ospite alla trasmissione “L’argomento della settimana”, condotta da Gigi Santoro e arricchita dalla partecipazione dell’opinionista Franco Terzera.

A rappresentarlo Domenico Rossi (referente di Libera Novara e dell’Osservatorio Provinciale sulle Mafie), Mattia Anzaldi e Angela Emanuele (opreatori dell’Osservatorio), con l’apporto di Maria José Fava, referente regionale di Libera Piemonte.

Dopo la prima messa in onda di venerdì 6 aprile alle 21 su VideoNovara, la trasmissione verrà replicata nei giorni altre 17 volte su altre reti del territorio. Il motivo dell’invito è stato subito chiarito dal presentatore: “Non pensiamo di essere esenti da questa piaga”. E, in effetti, il lavoro dell’Osservatorio, nel suo primo anno di vita, si è mosso in questo senso ed è culminato nella pubblicazione del rapporto annuale “Mafie al Nord. Il radicamento visto da Novara”. Come dice Domenico Rossi, “la parola ‘radicamento’ non è scontata, perché c’è chi ancora sostiene che le mafie al Nord non ci sono o si stanno infiltrando, ma è innanzitutto la Dna che nel suo rapporto del 2010 parla di ‘colonizzazione’”. Lo scopo del libro – e dell’Osservatorio in generale – è quello di vedere la situazione locale con “nuovi occhiali”, che non si possono acquisire se non analizzando il fenomeno mafioso nel complesso; per questo il libro contiene, tra le altre, una sezione che introduce l’argomento delle mafie al nord scritta da Anna Canepa (sostituto procuratore nazionale antimafia) una sull’operazione “Crimine-Infinito” scritta da Lorenzo Frigerio (Libera Informazione) e una su “Minotauro” scritta da Marco Nebiolo (Narcomafie).

In un’ora di trasmissione è stato possibile trattare molti temi caldi, primo tra tutti quello delle Mafie al Nord, ritornato alle cronache recentemente con il recente scioglimento per mafia del comune di Leinì, il quarto nel Nord dopo Bardonecchia (aprile 1995), Bordighera (marzo 2011) e Ventimiglia (febbraio 2012).

Ma, giustamente, Franco Terzera, immedesimandosi nel telespettatore, chiede cosa possono fare i cittadini in questa lotta contro le mafie. La risposta ha più livelli. Innanzitutto bisogna ammettere che il problema esiste ed è anche nostro, poi si deve “decidere da che parte stare” e banalmente sostenere la propria scelta nelle discussioni quotidiane con parenti e amici. Poi ci sono i presidi: i ragazzi nelle scuole, ma anche persone di ogni età e anche nel paese più piccolo possono creare un gruppo che faccia formazione e attività sul tema delle mafie; ma si può anche solo partecipare agli eventi che Libera organizza sul territorio e “naturalmente acquistare il libro”.

Si è poi approfondito l’importante tema “giovani”, che secondo il conduttore si stanno sempre più disinteressando della politica e della cosa pubblica. Secondo Mattia e Angela i giovani non sono indifferenti, ma occorre trovare i giusti canali per avvicinarli alla politica, canali che spesso e volentieri la politica non fornisce. A provare questa tesi sono l’adozione da parte del presidio cittadino, costituito da giovani universitari, della piattaforma L-10 e il progressivo abbassamento dell’età dei partecipanti ai presidi di libera nelle scuole.

Dai giovani alle cave, ambito molto delicato che ci riguarda direttamente, soprattutto da quello che è stato uno spartiacque per la città di Novara, l’omicidio Marcoli. Per il prossimo anno di Osservatorio questo sarà un argomento privilegiato, anche grazie alla collaborazione di Legambiente.

Sono infine stati trattati due argomenti molto cari a Libera, che fanno parte della sua storia l’educazione alla legalità e la confisca e il riutilizzo sociale dei beni sottratti alle mafie. L’economia mafiosa non è che una parte dell’economia sommersa del nostro Paese, ma ci sono anche l’evasione e la corruzione. Il desiderio di denaro e potere spingono imprenditori e politici a colludere con la criminalità organizzata, essi vanno a comporre la zona grigia, la parte della società che distingue la mafia dalla criminalità comune. Ma questa è un idea sbagliata, bisogna fare passare il concetto che la cultura della legalità e della giustizia conviene a tutti, le mafie sono un enorme e pericoloso parassita per la nostra economia e per la democrazia.

Dobbiamo riprenderci quello che ci hanno tolto, quello che è nostro di diritto e abbiamo lo strumento per farlo, la legge 109 del ’96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, per cui Libera raccolse più di un milione di firme. In Provincia ci sono due beni confiscati, un appartamento a Borgomanero, ma soprattutto il Castello di Miasino, confiscato definitivamente nel 2009, ma ancora in uso alla famiglia Galasso.

Per ulteriori approfondimenti occhio ai palinsesti e pronti a sintonizzare la tv! Buona visione a tutti!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *