Processo Gurgone: rettifica su Francesco Russo (Cogefar)

In data 02/04/2012 abbiamo ricevuto un telegramma dal legale del sig. Francesco Russo, avv. Nicola Casadio, nel quale si sostiene che il sig. Francesco Russo e il di lui figlio Fabio siano stati “clamorosamente diffamati” da un articolo pubblicato sul nostro sito dal titolo “Processo Gurgone: i parenti siciliani e gli amici calabresi hanno nomi e cognomi”.
A tal proposito riteniamo opportuno sottolineare che nell’articolo, attualmente sospeso, sono state riportate le informazioni emerse durante l’udienza pubblica del 19 marzo 2012 del processo in corte di Assiste di Novara nei confronti di Francesco Gurgone e, in particolare, quanto riportato dall’imprenditore Alessandro Cavalieri e dall’ispettore di polizia Michele Frisia.
L’unica notizia che effettivamente risulta da rettificare è quella relativa all’arresto del signor Francesco Russo nel 2001 in seguito all’operazione Alba Chiara della squadra mobile di Messina: secondo quanto riportato dall’ispettore Frisia il sig. Russo fu coinvolto nell’inchiesta, ma non arrestato come erroneamente riportato nell’articolo. Su questo aspetto l’autore dell’articolo è stato tratto in inganno da alcune notizie reperibili su portali di informazione online che parlano dell’operazione citata.
Su tutto il resto, però, sono agli atti del processo le dichiarazioni rese dal Cavalieri sui rapporti tra Gurgone e la Cogefar di Ravenna (di cui Russo è amministratore) e dall’ispettore Frisia sia sul coinvolgimento del sig. Francesco Russo nell’operazione “turn over” della DDA di Firenze sfociata in un procedimento della DDA di Palermo e della procura di Agrigento sia sui rapporti tra Gurgone e Russo.

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