“Mafie al Nord”. L’osservatorio antimafia di Novara presenta il suo primo rapporto annuale

L’Osservatorio Provinciale sulle Mafie chiude il suo primo anno di vita con la presentazione di “Mafie al Nord – Il radicamento visto da Novara”. Tra i molti presenti alla presentazione di venerdì pomeriggio presso l’auditorium dell’istituto Tornielli Bellini anche le istituzioni, nella persona del Presidente della Provincia Diego Sozzani e dell’assessore alla cultura Alessandro Canelli, il presidente della Banca Popolare di Novara Franco Zanetta e la vice presidente della Fondazione Cariplo Mariella Enoc; realtà che hanno contribuito in maniera preziosa al lavoro dell’Osservatorio. Erano presenti anche il presidente del CSV, base logistica per Libera Novara, e i vertici delle forze dell’ordine.

Il dossier si pone come obbiettivo quello di fornire nuove prospettive per poter analizzare al meglio i fenomeni locali. Per arrivare a questo è stata data grande importanza alle inchieste antimafia lombarde (Infinito e Bad Boys) e piemontesi (Minotauro, Maglio e Nuovo Potere), così da poter avere una lente attraverso la quale osservare le questioni locali del novarese e del VCO, e tutti quei piccoli reati che altrimenti sarebbero solo tessere scomposte e incomprensibili. Nella stesura del rapporto ci si è avvalsi anche degli autorevoli interventi di Anna Canepa (magistrato della Direzione Nazionale Antimafia), Lorenzio Frigerio (giornalista di Libera Informazione) e Marco Nebiolo (Narcomafie), oltre che della prefazione di Nando dalla Chiesa.

Proprio Marco Nebiolo, intervenuto alla presentazione del libro insieme a Maria José Fava, referente di Libera Piemonte, ha ricordato quanto fosse difficile parlare di mafia al nord solo pochi anni fa. Ancora nel 2006 magistrati e forze dell’ordine mantenevano un atteggiamento rassicurante verso il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa al nord. Poco più di cinque anni dopo la situazione è completamente mutata: centinaia di arresti, decine di beni confiscati e i numerosi rapporti accertati tra mafiosi e uomini delle istituzioni. La mafia è diventata argomento di discussione pressante anche nel nord ovest. Quasi a voler sottolineare la gravità della situazione, nello stesso momento il Ministero dell’Interno decideva per lo scioglimento per Mafia di sette comuni, tra questi Leinì, provincia di Torino, protagonista dell’inchiesta Minotauro per via dei rapporti di Ivano e Nevio Coral (rispettivamente sindaco ed ex sindaco) con gli ‘ndrnaghetisti arrestati nell’estate 2011 durante Minotauro.

Maria José Fava ha ringraziato chi ha partecipato alla stesura del dossier, ricordando l’importanza degli osservatori. Il progetto di Novara, come quello dell’Osservatorio Regionale, si pone l’obbiettivo di fare da ponte tra realtà diverse, di dare un apporto significativo al mondo della politica e delle istituzioni che sono chiamate a prendere le decisioni finali. Importante è anche la questione dei beni confiscati; ai due presenti nella provincia di Novara – la torretta a Borgomanero e il castello di Miasino – è dedicato un capitolo del dossier. Il recupero e la restituzione alla società civile dei beni confiscati è uno dei capisaldi di Libera dalla sua fondazione.
In conclusione c’è stato l’intervento inatteso del prefetto di Novara, Adolfo Amelio, che ha voluto dedicare alcune parole al castello di Miasino. Sequestrato al camorrista Pasquale Galasso nel 1999 – Galasso sarà condannato a 30 anni per associazione mafiosa nel 2000 – è stato a lungo al centro di diatribe giudiziarie. Recentemente l’ultimo ricorso della famiglia Galasso è stato respinto e tecnicamente adesso nulla si frappone all’utilizzo di fatto del bene. Amelio ha spiegato che bisognerà soltanto aspettare che l’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati raccolga le fila della vicenda e poi si potrà procedere alla assegnazione del bene che, malgrado la pesante ipoteca di 600mila Euro, vede già alcune richieste. Anche da parte del prefetto è venuto un elogio sentito al lavoro dell’Osservatorio, ricordando l’importanza della prevenzione dei fenomeni della criminalità organizzata, da preferire sempre alla semplice repressione.

Alessandro Buscaglia

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. carlo piccini ha detto:

    Ottimo lavoro!
    Grazie e complimenti davvero per quello che siete riusciti a fare.
    Un esempio da seguire per tutti i territori.
    carlo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *