Presidio “Bruno Caccia”: a cena della legalità con Paola Caccia

Sabato 3 marzo presso l’oratorio di Borgomanero ha avuto luogo la cena della legalità organizzata dal presidio “Bruno Caccia” di Libera Novara,  del liceo scientifico G. Galilei.
Durante la cena sono stati serviti i prodotti di Libera Terra; friselle, pasta e vino hanno dato un “gusto di legalità” alla serata, un gusto buono e giusto, un gusto proveniente da quelle terre confiscate alle mafie e ora affidate alle cooperative di giovani che producono questi e molti altri prodotti.
Presente alla cena anche Paola Caccia, figlia del magistrato torinese ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983, e “madrina” del nuovo presidio, da lei battezzato durante il coordinamento regionale del 17 dicembre scorso.
I presenti erano più di sessanta e hanno avuto l’onore di ascoltare la testimonianza di Paola, di come era vivere con un padre come Bruno Caccia, dell’uomo incorruttibile che è stato, nonché grande esempio di serenità all’interno della famiglia, nonostante le continue minacce che lo tormentavano negli ultimi tempi.
Le parole di Paola sono state ascoltate attentamente dai ragazzi del presidio, perché hanno fatto sì che si potesse sentire ancora più vicina la figura di giudice Caccia.

La strada che questi giovani studenti stanno percorrendo richiede impegno, costanza e presenza perché si vuole essere cittadini attivi della società; quindi esserci e partecipare. La giornata nazionale di Libera, del 17 marzo a Genova, sarà un buon banco di prova.
Durante quella che sarà la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie rinnoveranno quelle che sono state e sono le motivazioni che li spingono a lottare perché questo paese sia libero dalle mafie e da tutte le forme di ingiustizie.
A Genova ci saranno e con loro ci sarà lo striscione dedicato a Bruno, uno striscione che gioca  un po’ sul suo nome ma, come Paola ci ha confessato, suo padre era una persona molto ironica e avrebbe apprezzato quanto scritto.
La serata si è conclusa con un intervento di Domenico Rossi, referente provinciale, che ha approfondito il tema dei beni confiscati alle mafie, illustrando in particolare la situazione della nostra provincia, quindi dei beni confiscati a Borgomanero e Miasino.
È stata una serata intensa e ricca di emozioni per i giovani presidianti che si sono cimentati nel cucinare e nel gestire una serata aperta a tutta la cittadinanza.
La speranza che questi giovani ragazzi hanno lasciato a tutti e che “si può fare”: si può sognare e volere un paese diverso.

Alice Fornara

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