Comitato Acqua Pubblica: a Novara ridefinizione dell’impegno referendario

Il Coordinamento Novarese per l’Acqua Pubblica ha indetto per la giornata di venerdì 10 febbraio una conferenza stampa per ridiscutere le posizioni del comitato in seguito al voto referendario del giugno 2011 e per avanzare al Comune di Novara una proposta di delibera ad iniziativa popolare. La conferenza stampa si terrà alle ore 11:30, presso la Camera del lavoro di via Mameli.

Comunicato stampa: 

Il 12 e 13 giugno 2012,  più di 26 milioni di Italiani, tra cui il 54% degli elettori della provincia di Novara  hanno detto Sì all’abrogazione di ogni forma di lucro sull’acqua.
Si sono espressi su due quesiti uno sulla gestione dei servizi pubblici locali e uno sulla determinazione della tariffa del servizio idrico.
In maniera inequivocabile, con una percentuale di oltre il 95%, la volontà popolare ha sancito che l’acqua sia un bene pubblico, gestito pubblicamente e dal quale non è possibile trarre profitto. L’esito referendario è vincolante essendo fonte del diritto primaria.
Nei mesi precedenti il referendum molti consigli comunali nazionali hanno adottato una delibera che sancisce il servizio idrico come Servizio privo di rilevanza economica, nella nostra provincia hanno deliberato in tal senso i comuni di Arona, Castelletto Ticino e Oleggio.

A Novara chiediamo di riproporre la delibera portandola alla approvazione entro il 22 marzo 2012  in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, segnalando che l’anno in corso è stato dichiarato Anno europeo dell’acqua.

Chiediamo inoltre che il comune di Novara  avvii, già calendarizzando un primo appuntamento: un tavolo tecnico partecipato da tutti i soggetti istituzionali interessati e da tutti i portatori di interesse collettivo per studiare un percorso che approdi alla creazione nell’ATO 1 Piemonte di una o più aziende speciali o ad un’azienda speciale consortile, forme previste dal Testo Unico degli Enti Locali, modalità tuttora in vigore che non sono state abrogate dal recente decreto legge del Governo Monti.

Chiediamo inoltre che si abbandoni definitivamente  nel futuro la scelta di ricorrere alla  gara d’appalto.

Chiediamo la convocazione di  un consiglio comunale aperto in cui venga spiegato ai cittadini quali sono le ragioni che impediscono di eliminare dalla tariffa la voce che prevede  la remunerazione del capitale del 7% , come sancito dal referendum.

In Italia in questo mese di febbraio il Forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica ha lanciato la campagna nazionale “Obbedienza civile“ per l’autoriduzione della tariffa, specialmente negli ambiti gestiti da aziende private, senza però giustificare questo prelievo, ora illegale, da parte dei gestori pubblici.

Chiediamo inoltre che ogni volta che si tratta il tema del Servizio Idrico Integrato o della gestione della risorsa acqua, si convochino consigli comunali e provinciali, nonché assemblee di ambito APERTE  agli interventi dei cittadini.

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