Un nuovo presidio nel novarese: da Borgomanero arriva la dedica a Bruno Caccia

Sabato 17 dicembre, durante il coordinamento regionale di Libera Piemonte, è stato ufficialmente battezzato il presidio scolastico “Bruno Caccia” di Borgomanero.
Al termine di un lungo percorso, durato quasi un anno, è stato finalmente ufficializzato il presidio – che era già stato presentato alla rete novarese da don Ciotti durante il seminario Mafie al Nord.
Di fronte ai presenti ed a Paola Caccia, figlia del magistrato torinese, i ragazzi del presidio e le animatrici hanno raccontato la storia del presidio e le motivazioni dietro la scelta del nome.
La figura di Bruno Caccia è stata scelta in seguito ad un lungo confronto con i ragazzi, che hanno voluto un nome che racchiudesse in sé le caratteristiche di “incorruttibilità e combattività”, era inoltre importante che fosse una vittima del nord.
La scelta è dunque caduta sul magistrato Torinese, ucciso nel 1983 a Torino dalla ‘ndrangheta; il mandante dell’omicidio, Domenico Belfiore, ammise che “con il procuratore Caccia non si poteva parlare” e proprio il senso dello stato gli costò la vita. Nel 1993 Belfiore fu condannato all’ergastolo, gli esecutori materiali non furono invece identificati.
I ragazzi hanno inoltre regalato una foto del presidio a Paola Caccia ed una lettera, con l’invito a venire presto a Borgomanero.
Con questi valori, che hanno contraddistinto la figura di Bruno Caccia, il presidio vuole diventare un punto di riferimento per il liceo scientifico di Borgomanero e per tutta la comunità.

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